9 gennaio 2018

Investire in Obbligazioni 2018: Strategia di Breve Durata, Flessibile e Prudente

Chi è intenzionato a investire in obbligazioni nel 2018 dovrà tenere in considerazione un possibile aumento della volatilità, in parte causato dalle strategie di politica economica delle banche centrali, statunitense, europea e giapponese in particolare. Per tali motivi si sta leggendo spesso tra i vari consigli d'investimento e le analisi dei principali operatori finanziari di essere prudenti, adottando una strategia con esposizione limitata sulla duration (quindi bond di breve-medio termine) e sul rischio di credito. Vediamo alcune indicazioni per la creazione della quota obbligazionaria del proprio portafoglio che possa adattarsi il più possibile agli scenari più probabili per il 2018.

Tra i parametri da considerare c'è il tasso di rendimento, ma con estrema attenzione perchè quello di un dato momento spesso non è indicativo del rendimento complessivo: ad esempio nel dicembre 2016 il tasso di rendimento del mercato obbligazionario indicava un 5,8% per fine 2017 quando poi si è arrivati intorno al 9%, il rendimento prospettico dell'indice investment grade credit britannico era del 2,6% alla fine del 2016, invece a fine 2017 il rendimento complessivo è stato del 3,3%. Con le prospettive di un aumento della volatilità è dunque ancora più arduo fare delle previsioni.

Per sfruttare la possibile volatilità dei mercati obbligazionari nel 2018, che porterebbe a una situazione di rendimenti più alti e prezzi più bassi, gli analisti invitano di strutturare il portafoglio con prudenza, limitando l'esposizione sulla duration e il rischio di credito rispetto agli indici tipici o a condizioni di mercato più stabili, potendo poi aumentare il rischio in termini di duration e di credito sfruttando l'aumento dei tassi.
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consigli di investimento in obbligazioni 2018Con l'attuale appiattimento della curva dei rendimenti una strategia di short duration appare quella più indicata per ridurre l'effetto compensazione del prolungamento della durata degli investimenti. In pratica si rinuncia a una parte di rendimento per concentrarsi su una parte a più breve durata, a base di obbligazioni societarie a breve scadenza con più alto rendimento. Si strutturano gli investimenti sul reddito, ci si dà una certa protezione dal rialzo dei tassi, si ha un margine di movimento per aumentare il rischio quando il mercato correggerà.

Nel breve periodo, dunque nella prima metà del 2018, ci si attende un lieve aumento dei rendimenti obbligazionari per i bond di breve-media durata, questo per via dell'annunciato aumento dei tassi d'interesse da parte della Fed USA; tuttavia il potenziale di rialzo delle obbligazioni high yield statunitensi è limitato dai bassi livelli di spread, mentre i rendimenti delle obbligazioni high yield europee sono attualmente sottopesati e al minimo del 3%. Migliori prospettive per i mercati obbligazionari dei Paesi Emergenti, sostenuti dal contesto economico globale (tra gli elementi a favore anche l'aumento dei prezzi di petrolio e commodities).

Nel medio periodo, dunque per fine anno, si prevede che la media storica delle performance non sarà rispettata a causa dei bassi livelli dei rendimenti, anche se ci sono comunque alcuni elementi a favore del reddito fisso, tra cui la bassa crescita economica ma costante e alcune pressioni normative. Come detto però gli analisti consigliano di puntare sugli Emergenti nel 2018 : un portafoglio a gestione attiva di bond corporate e governativi dai mercati emergenti potrebbe produrre rendimenti del 5% circa in tutto il 2018.

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