3 gennaio 2018

Investire in Obbligazioni di Paesi Emergenti: nel 2018 Buone Prospettive

Investimenti nei Mercati Emergenti consigliati per 5 motivi: riforme, prezzi materie prime, valute, flessibilità, stabilità maggiore che in passato.
Per il 2018 gli analisti consigliano di investire in obbligazioni dei Paesi Emergenti, ovviamente con una certa prudenza e dopo una valutazione attenta, anche se puntando ai mercati emergenti "più maturi" e di paesi più stabili i rischi sono moderati. Dopo alcuni anni di rendimenti elevati e abbastanza costanti, il 2016 e il 2017 si sono rivelati più instabili per vari motivi, in particolare il calo dei prezzi delle materie prime (tra i principali prodotti di molti Paesi Emergenti) e le oscillazioni valutarie (crescita del dollaro soprattutto): tuttavia le previsioni per gli investimenti nel 2018 sono più positive per cinque motivi che inducono gli analisti a consigliare i bond dei mercati emergenti tra i prodotti da tenere in portafoglio.

Investimenti nei Paesi Emergenti: nel 2018 prezzi materie prime e stabilità delle valute fattori chiave - Il 2017 è stato un anno in cui le monete dei principali mercati emergenti sono state più stabili che l'anno prima, alcune sono pure risalite come ad esempio il rublo russo e il real brasiliano. Lo stesso dicasi per i prezzi delle materie prime, petrolio soprattutto, tra le principali risorse dei Paesi Emergenti. Le previsioni macroeconomiche per il 2018 sono buone: la domanda di materie prime è stabile e l’attività industriale ad uso intensivo di materie prime in crescita anche nei paesi sviluppati (la ripresa economica è generalizzata e stabile seppur più lenta), gli investimenti in infrastrutture in Cina in ripresa, e questo avrà ripercussioni positive sui bond dei Paesi Emergenti, in particolare Brasile e Russia che dovrebbero continuare il loro percorso di ripresa dalla recessione. Importate rilevare che le riserve in valuta estera sono a livelli considerevoli e che la maggior parte dei tassi di cambio oscilli liberamente, senza essere ancorati al dollaro, dando maggiori opportunità di reagire alle pressioni esterne.

I rendimenti dei bond dei Paesi Emergenti sono più elevati e sicuri - Le obbligazioni Usa hanno rendimenti ai minimi storici, le obbligazioni europee praticamente a zero a causa del Quantitative Easing, come anche quelle giapponesi sempre per la politica monetaria ultra-espansiva. Ecco allora che gli investitori si rivolgono sempre di più alle obbligazioni dei mercati emergenti, che con rendimenti mediamente al 5% sono particolarmente attrattivi. Ovviamente sempre la massima attenzione: bond con rendimenti più elevati possono essere segno di problematiche di credito sottostanti o squilibri a livello di fondamentali, occorre fare attenzione ed essere prudenti.
investire in obbligazioni dei mercati emergenti nel 2018
La mappa dei Paesi Emergenti coi mercati obbligazionari più solidi.
I mercati emergenti sono più solidi - In confronto a un solo decennio fa molti Paesi in via di sviluppo offrono maggiori garanzie sugli investimenti perchè più stabili. Anche negli anni scorsi i tassi di crescita sono stati più elevati di quelli dei paesi sviluppati e così si stanno confermando, inoltre le partite correnti (la differenza tra le importazioni e la somma di esportazioni e reddito estero netto) sono ampiamente in attivo. Persino i bilanci statali risultano mediamente molto migliorati rispetto al passato, anche se ovviamente non mancano esempi di Stati, in Africa e in Sud America soprattutto, nei quali occorrono importanti riforme fiscali. Il rapporto debito-PIL è anch'esso meno problematico che in passato: in alcuni paesi nei quali l'indebitamento pesa di più c'è un mercato obbligazionario più maturo.
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Paesi Emergenti più flessibili agli shock economici - Un fattore chiave che spinge a consigliare gli investimenti in obbligazioni dei Paesi Emergenti è la loro migliorata capacità di reagire agli ostacoli: qualche anno fa un crollo dei prezzi delle materie prime come quello avvenuto nel 2016 avrebbe portato al crollo di economie intere e non ad un semplice rallentamento della crescita (moderata recessione in alcuni casi ma dovuta anche da altri motivi, escluso il caso del Venezuela che fa storia a sè), a dimostrazione di una maggiore maturità dei mercati emergenti. Per questo gli analisti ritengono che fattori quali gli attesi aumenti dei tassi di interesse Usa, o ipotetici problemi in Cina e Europa che rallenterebbero la crescita economica, possano avere impatti molto più contenuti che in passato. Importante anche che le banche centrali dei Paesi Emergenti abbiano maggiore autonomia e che abbiano più risorse per sostenere finanziariamente la crescita economica - e dunque i prezzi dei bond governativi - con politiche monetarie più elastiche. Come detto sopra un fattore molto positivo è che ormai i cambi valutari non sono più ancorati al dollaro o a altri standard, così che sia maggiore elasticità nel reagire alle pressioni esterne.

I Paesi Emergenti sono sulla strada delle riforme - Non mancano le eccezioni negative, ad esempio la Turchia è un caso di riforme che hanno impattato negativamente sull'economia e gli investimenti, mentre per il Venezuela c'è un grosso punto di domanda sul futuro, ma nel complesso molti paesi hanno cominciato a evidenziare  nuovamente degli sviluppi politici positivi che potranno avere effetti benefici sui mercati obbligazionari: un esempio su tutti l'India, dove dal 2014 le riforme economiche e fiscali stanno procedendo senza intoppi.

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