28 agosto 2018

Previsioni Euro-Dollaro Aggiornate per Fine 2018 e Inizio 2019

Le previsioni sull'andamento del cambio EUR/USD per fine 2018 / inizio 2019 indicano un rialzo dell'euro.
Secondo le previsioni sul cambio euro-dollaro elaborate dagli analisti ad inizio 2018, questo sarebbe dovuto essere l'anno nel quale la moneta europea avrebbe ripreso forza nei confronti del biglietto verde, ma alla fine del secondo quadrimestre (scriviamo in data 28 agosto) l'EUR/USD resta intorno a quota 1.14-1.15, ben lontano dai massimi di 1.249 toccati a febbraio. I fattori da considerare sono diversi, sia per un'analisi della situazione attuale sia per fare delle previsioni sull'andamento euro-dollaro per la fine del 2018 e gli inizi del 2019.


Come primo elemento va ovviamente considerato che, anche se la BCE sta per concludere il Quantitative Easing (l'acquisto di titoli), ha comunque annunciato che non uscirà certo dal mercato delle obbligazioni, proprio per sostenere la stabilità finanziaria europea. Da tenere in conto poi che i tassi di interesse europei resteranno bassi a lungo, che la crescita economica europea è concreta e quasi pari a quella statunitense, che l'inflazione sta riprendendo lentamente quota nell'Area Euro e con più vigore negli Usa.

Con la stessa importanza va considerato che le decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse Usa sono ormai da due anni indirizzati verso un graduale e prudente ritorno ad una politica monetaria non espansiva: dire "restrittiva" sarebbe errato perchè i rialzi degli ultimi due anni sono stati di pochi decimi di punto e così saranno anche i prossimi, tuttavia il cambio di rotta è ormai stato tracciato. Anche se in parte già scontati dai mercati perchè ampiamente previsti e annunciati, gli aumenti dei tassi di interesse da parte della Fed hanno la loro importanza.

Da considerare anche la questione dei dazi imposti dal presidente Trump e la conseguente "guerra commerciale" che vede coinvolte Usa, Cina e sempre più anche l'Europa.

Previsioni euro-dollaro per fine 2018 e inizio 2019 - Come detto ad inizio articolo, la più parte degli analisti ad inizio anno prevedevano un deciso recupero dell'euro, ma così non è stato. Un confronto tra le trend line ipotizzate e il reale andamento fa capire come le previsioni di Morgan Stanley sull'andamento dell'EUR/USD siano state fin'ora (la fine del secondo quadrimestre 2018 è tra Q2 e Q3 nel grafico, più vicino a Q3, in quanto Q sta per "quarter", ovvero quarto di anno e quindi trimestre) le più esatte come tendenza generale, anche se con valori leggermente più elevati di quelli reali:
previsioni andamento cambio EUR/USD 2018
Le previsioni per il cambio EUR/USD a inizio 2018 degli analisti
di ABN Amro, Morgan Stanley, Barclays, SocGen, BMO e Credit Agricole.
andamento eur usd
Per la fine del 2018 si ritiene che l'andamento dell'euro-dollaro sarà improntato prevalentemente alla stabilità - per chi fa trading forex il termine è "lateralità" - con la tendenza al ribasso che dovrebbe esaurirsi nel mese di settembre. La più parte degli analisti ritiene che poi dovrebbero iniziare a vedersi i primi segnali di quel trend al rialzo che dovrebbe scattare con il 2019: in poche parole, si ritiene che il reale valore del cross EUR/USD sia sottovalutato e che nel medio-lungo periodo l'obiettivo di 1.25 sia abbastanza realistico, c'è chi azzarda anche 1.30.

Il valore dell'euro dovrebbe essere sostenuto dalla fine del Quantitative Easing, ma l'effetto di rafforzamento della moneta europea su quella statunitense sarà presumibilmente limitato dalle decisioni della Federal Reserve, come detto improntate ai rialzi dei tassi di interesse. Da considerare anche che il 2019 sarà l'ultimo anno di Mario Draghi presidente della BCE, cosa che potrebbe far aumentare almeno momentaneamente l'incertezza sulla situazione finanziaria.

In sintesi, ecco alcuni market movers a tenere in considerazione per l'andamento dell'EUR/USD:
  • Tassi di interesse Usa e decisioni Federal Reserve
  • Fine del QE e politica monetaria BCE (tenere sempre d'occhio il calendario delle riunioni delle due banche centrali, prestare attenzione ai verbali delle riunioni e a cosa viene detto nelle conferenze stampa di Draghi e Powell)
  • Andamento dell'inflazione nell'Area Euro e in Usa: gli aumenti del tasso di inflazione comportano un rafforzarsi della moneta di riferimento
  • Andamento delle due economie, quindi restare aggiornati sui dati macroeconomici: in genere i miglioramenti spingono gli investimenti e dunque rafforzano la moneta di riferimento
  • Andamento del PIL in particolare, che ha un effetto anche psicologico: se il PIL dell'Eurozona va oltre alle aspettative, effetto rialzista sul cambio (se a migliorare è il PIL USA, il cambio EUR/USD tende a scendere)
  • Andamento della disoccupazione in particolare: quando la situazione migliora le banche centrali hanno in genere una politica conservativa, se negativi o sotto le aspettative soprattutto la Fed tende ad alzare i tassi

Nessun commento: