Previsioni sui tassi d'interesse BCE, prospettive e ultimi dati economici, effetti su mutui, prestiti, conti deposito, investimenti - aggiornamento 18 giugno 2019

Tassi BCE e Decisioni Banca Centrale Europea: Previsioni e Situazione Aggiornata

Al simposio delle banche centrali del 18 giugno, il governatore della BCE Mario Draghi ha affermato che è possibile una ulteriore riduzione dei tassi di interesse e una ripresa del Quantitative Easing, il tutto a causa delle perduranti difficoltà dell'economia globale dovute alle politiche protezionistiche in atto tra Usa e Cina e ai rischi geopolitici internazionali, che pesano in particolar modo sull'industria manifatturiera. In attesa di ulteriori novità, lasciamo l'analisi elaborata dopo il board della Banca Centrale Europea di marzo.

La BCE ha confermato che i tassi di interesse resteranno a zero ancora per diverso tempo a causa delle incertezze sulla crescita economica, ma anche per continuare a spingere l'inflazione verso l'obiettivo programmatico del 2%: si tratta di una scelta quasi obbligata, essendo state riviste al ribasso le stime sulla crescita del Pil e dell'inflazione. Inoltre nella conferenza stampa dopo il board del 7 marzo è stato annunciato il nuovo piano Tltro per sostenere i prestiti bancari a imprese e famiglie. Ci saranno effetti sugli interessi di mutui, prestiti, conti deposito e investimenti.

Il terzo programma di Tltro della storia della BCE partirà da settembre e si concluderà a marzo 2021: viene dunque confermato che la Banca Centrale Europea resta fortemente attiva sul mercato dei titoli e dei prestiti anche dopo la conclusione del Quantitative Easing avvenuta a dicembre 2018.

I Targeted Longer-Term Refinancing Operations sono prestiti di lunga scadenza e con tassi di interesse molto bassi, erogati alle banche per dare liquidità al sistema finanziario e spingere gli istituti di credito a maggiori finanziamenti nel settore privato. Dato che il tasso di interesse dei Tltro 3 sarà indicizzato al tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento per tutta la durata dell’operazione, ovvero il famoso "costo del denaro", per lo meno per tutto il 2019 sarà pari allo 0% e anche in seguito sarà estremamente basso, in quanto la Banca Centrale Europea ha più volte confermato che i tassi BCE resteranno ai minimi o poco sopra ancora lungo e per tutto il tempo necessario.

Infatti il board della BCE il 7 marzo ha confermato i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente a 0,00%, a 0,25% e a -0,40%, precisando che "Il Consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla fine del 2019 e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine".
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tassi banca centrale europeaImportante evidenziare che tali livelli di tassi di interesse erano stati previsti in precedenza solo fino all'estate di quest'anno: spostare in avanti il termine minimo lasciando aperta la possibilità di andare anche oltre è un chiaro cambiamento della guidance sui tassi, motivato dalle attuali incertezze sulla crescita economica mondiale ed europea in particolare e dal rallentamento dell'inflazione, che col QE aveva ripreso solo parzialmente a crescere.

Il board della Banca Centrale Europea ha anche specificato che "intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".

Effetti su mutui, finanziamenti e conti deposito del Tltro e dei tassi BCE al minimo - Come in precedenza il Quantitative Easing, anche il Tltro 3 abbinato a un costo del denaro a zero ha effetti sui tassi di interesse di mutui e finanziamenti, contribuendo a tenere a livelli minimi l'indice Euribor dei mutui variabili e in parte anche l'indice Eurirs dei mutui fissi; lo stesso dicasi per altri prestiti e finanziamenti: lo scopo del Tltro è appunto quello di fornire le banche di maggiore liquidità a basso costo da immettere nel circuito del credito.

Ci sono anche effetti sugli investimenti, in particolare sui rendimenti dei conti deposito e sui prodotti che hanno cedole indicizzate ai tassi BCE o all'inflazione. Per i conti deposito e gli investimenti indicizzati ai tassi BCE l'effetto è tendenzialmente di un contenimento dei rendimenti: per i conti deposito in maniera indiretta perchè con questo tipo di politica economica la BCE fornisce maggiore liquidità alle banche, che hanno meno bisogno di cercarla sul mercato retail.

Per gli investimenti indicizzati all'inflazione (come alcuni tipi di buoni fruttiferi postali) invece ci si attende un aumento dei rendimenti in quanto tra gli obiettivi perseguiti dalla Banca Centrale Europea c'è appunto la crescita dell'inflazione.

Le previsioni della BCE su crescita economica e inflazione diffuse dopo il board del 7 marzo 2019 sono state tagliate rispetto a quelle di dicembre 2018:
  • le previsioni sul Pil 2019 indicano ora una crescita dell'1,1% e dell'1,6% nel 2020, contro l'1,7% previsto per entrambi gli anni; per il 2021 confermata una crescita dell'1,5%
  • le stime sull'inflazione dell'Eurozona per il 2019 passano dall'1,6% all'1,2%, riviste al ribasso anche le previsioni per il 2020 a 1,5% da 1,7% precedente e per il 2021 a 1,6% dal precedente 1,8%
Le difficoltà evidenziate dalla Banca Centrale Europea sono di natura economica internazionale (rallentamento nel commercio mondiale, rallentamento in Cina, minore fiducia causata dalle tensioni commerciali dovute ai dazi Usa) ma anche prettamente europei (difficoltà del settore auto tedesco, le incertezze politiche italiane, le elezioni europee di maggio).
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