23 novembre 2018

Previsioni Dollaro 2019 e Situazione Economica Statunitense

L'andamento del dollaro nel corso del 2018 è stato altalenante, tra apprezzamenti e svalutazioni, ma comunque l'anno è destinato a chiudersi in positivo con un rialzo netto intorno al 4,5%. Ma le previsioni sull'andamento del dollaro per il 2019 sono orientate verso il deprezzamento: nonostante il già in corso cambiamento di politica monetaria americana col rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve, gli analisti ritengono che lo scenario economico-finanziario abbia potenziali rischi di un certo spessore.

Nell'ultimo anno il differenziale tra i tassi di interesse Usa e quelli dei sette principali partner commerciali del paese è cresciuto per via appunto dell'aumento dei tassi da parte della Fed, un po' più alto di quanto previsto; inoltre sono più positive le aspettative sulle politiche monetarie delle altre principali potenze mondiali. Ma il fattore forse più importante per le previsioni sul dollaro nel 2019 è senz'altro l'andamento dell'economia globale, prevista in rallentamento, anche se non si prospetta una forte flessione nè una cessione del rischio significativa.

Difficile comunque fare affidamento alle serie storiche degli ultimi 20 anni per valutare il possibile andamento del dollaro in base all'andamento dell'economia in quanto le condizioni sono notevolmente cambiate, dal livello dei tassi di interesse americani (molto alti negli anni 90, poi ridotti a poco più di zero dopo la crisi del 2008 e ora in crescita ma a livelli moderati) alla situazione dei mercati emergenti. Per il 2019 si prevede una stabilizzazione della crescita del Pil dei Paesi Emergenti, con una bassa esposizione del debito delle valute estere e con costi di finanziamento del dollaro più bassi rispetto alla fine degli anni 90.

Più specificatamente per quel che riguarda l'economia statunitense, bisogna sottolineare che lo stimolo fiscale ha fatto in parte da traino alle sue ottime performance recenti e all'apprezzamento del dollaro: l'impatto positivo sulla crescita del Pil di queste politiche fiscali implementate dalla presidenza Trump è stato immediato e ha spinto flussi di investimenti verso domanda e produzione interne, facendo anche aumentare i rendimenti e dunque sostenendo la moneta. Il fatto è che questi stimoli fiscali hanno lavorato su una economia già prossima alla sua piena capacità, come dimostra il livello ai minimi storici della disoccupazione, e stanno per giungere al termine del "periodo di spinta".

previsioni dollaro 2019Quando il disavanzo di bilancio degli Usa sarà corretto in base al differenziale tra prodotto effettivo e prodotto potenziale (ora prossimo a zero), si prevede che ci sarà anche un forte deterioramento del disavanzo corretto per il ciclo: nel corso del 2019 questo potrebbe avere come conseguenza, insieme all'esaurirsi degli effetti dovuti agli stimoli fiscali, un rialzo sui premi di rischio americani dovuto al problema del doppio disavanzo (il saldo di C/A dovrebbe essere pari a circa -3% del PIL e il saldo di bilancio prossimo a -5% del PIL, secondo gli analisti di Lombard Odier, importante banca d'affari svizzera).

Ecco allora che probabilmente i mercati chiederanno un dollaro più debole per poter compensare il più alto livello di rischio e la fine dei benefici fiscali. Da notare anche che con la situazione politica emersa dalle elezioni di mid-term, che hanno portato a un Congresso diviso tra Repubblicani e Democratici, nuovi tagli e incentivi fiscali difficilmente potranno essere messi in campo.

Ci sono però quattro elementi che, nell'ambito delle previsioni sull'andamento del dollaro nel 2019, potrebbero spingere al rialzo il biglietto verde se si verificassero tutti insieme o quasi, o per lo meno limitarne il deprezzamento:
  • rialzo imprevisto dell'inflazione Usa, con la Federal Reserve che di conseguenza aumenta i tassi più del preventivato
  • economia mondiale in recessione, magari per lo scontro commerciale tra Usa e Cina o una crisi dei mercati emergenti o altri eventi non prevedibili
  • gli effetti dell'attuale politica fiscale non cesseranno come ci si attende, tanto da sostenere ancora un periodo di crescita economica statunitense tale da rafforzare la domanda del dollaro
  • improvvisa crisi in Europa a causa degli attriti tra Italia e Unione Europea
In conclusione comunque gli analisti per il 2019 prevedono un generalizzato deprezzamento del dollaro.

Nessun commento: