20 gennaio 2018

Tassazione Rendite Finanziarie 2018: che Tasse si Pagano sugli Investimenti

Le tasse da pagare sugli interessi del conto, degli investimenti, sulle plusvalenze, i dividendi e gli utili: guida aggiornata al 2018
Gli interessi maturati dagli investimenti sono soggetti alla tassazione sulle rendite finanziarie in misura differente in base alla tipologia dell'investimento stesso: pagano una tassa più bassa i rendimenti dei Titoli di Stato e dei buoni fruttiferi postali, più alta i rendimenti dei conti deposito e correnti, delle azioni in Borsa, dei vari trading, del forex, dell'acquisto di oro argento diamanti e simili, delle obbligazioni bancarie, gli Etf, le assicurazioni sulla vita e le polizze di investimento. Con la Legge di Stabilità 2018 sono state introdotte novità sulla tassazione di dividendi, utili e plusvalenze, eliminando la differenza tra partecipazioni qualificate e non qualificate per le persone fisiche residenti in Italia per quel che riguarda la tassazione dei dividendi e utili, anche per le società semplici e gli enti non commerciali residenti in Italia per quel riguarda la tassazione delle plusvalenze. Per i fondi pensione, come specificato più sotto, c'è stato un aumento nel 2015. Questa guida è aggiornata e valida per il 2018. Ovviamente c'è anche da pagare l'imposta di bollo.

Il governo Renzi nella primavera 2014 ha alzato la tassazione sulle rendite finanziarie di diversi investimenti, facendola passare dal 20% al 26% a partire dal 1 luglio 2014 (investimenti fatti da questa data ma anche i rendimenti maturati in seguito), lasciandola al 12.50% per altri:
  • tassazione rendite finanziarie al 26% degli interessi per conti correnti, conti deposito, fondi comuni, gestioni patrimoniali, obbligazioni e bond bancari e societari, Etf, polizze vita e polizze di investimento, azioni e investimenti in Borsa in genere, trading (commodities, oro, forex...), opzioni... ovvero tutti i redditi da capitale (più sotto maggiori dettagli su tassazione dividendi e plusvalenze perchè dal 2018 ci sono novità importanti)
  • tassazione rendite finanziarie al 12.50%: buoni fruttiferi postali della CDP, Titoli di Stato (Btp, Bot, Cct) e titoli equiparati emessi da organismi internazionali e obbligazioni emesse da Stati esteri white list e da loro enti territoriali (per i quali si è scesi dal 20% al 12.50% proprio dal 1 luglio 2014)
  • se i Titoli di Stato sono venduti prima della scadenza con realizzo di capital gain si paga il 26%: ringraziando gli utenti del forum di Finanzaonline per aver citato questo nostro articolo, per completezza aggiungiamo questo link alla guida de Il Sole 24 Ore Capital gain, vale la data di vendita nella quale si può leggere che la tassazione è salita al 26% ma non per tutti i casi
  • tassazione fondi pensione: a partire dal 24 giugno 2014 si è passati dall'11% all'11.50%, ma la Legge di Stabilità 2015 del governo Renzi l'ha alzata ancora al 20% come scritto nella guida Fondi Pensione: Tassazione Aumentata, anche per le Casse Previdenziali dei Professionisti
tassazione titoli di stato, buoni fruttiferi, fondi pensione, obbligazioni, azioni, investimenti variIl governo Gentiloni ha introdotto nella Legge di Stabilità 2018 una novità importante per la tassazione di dividendi e plusvalenze, che dunque sarà valida dal 1 gennaio 2018:
  • tassazione utili, dividendi, proventi assimilati, al 26% senza distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate: l'aumento riguarda in questo solo le persone fisiche "non imprese" residenti in Italia, che col precedente sistema pagavano un'imposta sostitutiva o una ritenuta del 26% solo sui proventi dalle partecipazioni non qualificate, mentre quelli da partecipazioni qualificate concorrevano alla formazione del reddito complessivo soggetto a Irpef nella misura del 58.14% (attenzione: dividenti, utili e proventi assimilati che provengano dalla partecipazione a società localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata extraUE o fuori dallo Spazio Economico Europeo continueranno a concorrere alla formazione del reddito  imponibile per il loro intero ammontare)
  • tassazione plusvalenze al 26% senza distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate: in questo caso il cambiamento riguarda anche le persone fisiche non residenti in Italia (che comunque possono "scamparla" grazie alle convenzioni contro la doppia tassazione, se applicabile al loro caso), le società semplici e gli enti non commerciali residenti in Italia, tutti soggetti per i quali la tassazione al 26% sarà anche per le plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni, strumenti finanziari e contratti assimilati, senza distinzione (resta comunque che le plusvalenze da cessioni di partecipazioni in società localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata rientrano nella composizione del reddito complessivo soggetto a Irpef); in caso di minusvalenze, si potrà compensare le plusvalenze sia per le partecipazioni qualificate che per quelle non qualificate