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Investire in Fondi e Obbligazioni in Valuta Estera: Rischio di Cambio ma Profitti Elevati

mercoledì 11 maggio 2016 Aggiornato il:

Obbligazioni in valuta estera per sfruttare il rischio di cambio: una strategia per investimenti 2016 in bond (Titoli di Stato, emissioni societarie e fondi obbligazionari) adatta agli investitori più propensi al rischio e con una certa esperienza. Il 2015 è un anno in cui si è dimostrato una volta di più che i tempi dei "tranquilli" investimenti in obbligazioni sono terminati e lo scenario economico finanziario di breve-medio termine non dovrebbe cambiare, a meno di improvvise crisi e tempeste: la sicurezza del ritorno del capitale non si discute nonostante tutto, ma la difesa della liquidità dall'inflazione non è più così scontata ed i profitti vanno scovati un po' qui e un po' là. Continuiamo con la nostra guida per investire in obbligazioni e fondi dedicata a chi è disposto a rischiare qualcosa per profitti più elevati: dopo i capitoli sulle emissioni corporate e sulle high yeld (dal capitolo introduttivo Strategie d'investimento in bond e fondi obbligazionari tutto il quadro d'insieme), eccoci alle obbligazioni in valute straniere.

Chi guadagna col trading forex lo sa bene: il mercato dei cambi è parecchio imprevedibile, gli andamenti dei tassi di cambio tra le valute sono soggetti a volatilità e scossoni fortissimi e improvvisi - basti ricordare che nel maggio 2015 il franco svizzero ha guadagnato il 25% sull'euro in poche ore quando la Banca Nazionale Svizzera ha deciso di togliere la parità fissa a 1.20 - e le macro tendenze, per quanto esistano e siano individuabili, non bastano per ridurre il rischio al minimo. Ed è questo il motivo per cui i profitti possono essere davvero elevati (come le perdite, ovviamente).

Negli ultimi tre anni i migliori fondi comuni che hanno investito in obbligazioni in valuta estera a cambio aperto (cioè che non hanno protezioni dal rischio di cambio: più rischi ma più possibilità di rendimenti elevati) hanno fatto segnare performance intorno al 17-22% (BNY Mello Global Opportunities Bond e Amundi Funds Bond Global su tutti) e sono anche quelli che in questo 2015, anno piatto per il mercato obbligazionario, stanno facendo registrare i profitti mediamente migliori.

Migliori obbligazioni valute estere

Emittente Codice ISIN Rating Scadenza Cedola Prezzo
(02-09)
Rendim.
Australia  AU300TB01208  AAA 15/02/17  6%  105,9  1,8% 
Usa  US912828L328  AAA 31/08/20  1,375%  99,5  1,5% 
Regno Unito  GB00B3Z3K594  AA+ 22/01/17  1,75%  101,7  0,5% 
B.E.I.  XS1132449254  AAA 07/11/16  2,625%  99,1  3,4% 
B.E.R.S XS1078730584 AAA 20/12/16 6% 99,3 6,5%
Leggi anche: Investire nei Mercati dei Paesi Emergenti: Situazione e Previsioni

Migliori fondi obbligazionari globali (calcoli in euro)

Emittente Rendim.
da 01-'15
Rendim.
tre anni
BNY Mellon Global Opportunistic Bond 6,39% 23,16%
Amundi Funds Bond Global MU 3,61% 19,34%
M&G Global Macro Bond USD C Gross 5,39% 18,63%
JPMorgan Funds - Global Aggregate Bond 4,64% 17,89%
Amundi Funds Bond Global SU 3,14% 16,99%

Tra i consigli d'investimento per chi si orienta alle obbligazioni in valuta estera c'è quello di puntare a emissioni ad alta sicurezza con rating A: è una scelta di buon senso perchè già c'è il rischio di cambio, meglio allora limitare altri pericoli. Ricordate poi che generalmente i Titoli di Stato in dollari Usa o sterline UK pagano cedole più alte di quelli in euro.

Concludiamo riportando quanto dichiarato dall'a.d. di Augustum Opus Sim, Antonio Mauceri, ha dichiarato a Corriere Economia (pubblicazione del 14 settembre 2015), che giustamente introduce anche la questione dell'aumento dei tassi d'interesse della Fed USA:
"Il titolo a due anni in dollari australiani offre oggi una cedola dell'1,8%, quasi quanto un Btp a dieci anni. Un Treasury in dollari Usa ha un rendimento che sfiora l'1.5% a cinque anni e la sterlina si difende con uno 0.5% a due anni. Rimaniamo costruttivi sul dollaro Usa, che potrebbe tornare a rafforzarsi quando ci sarà il tanto atteso aumento dei tassi di interesse. Tra le divise emergenti oggi ad altissimo rischio a causa della debolezza dei prezzi delle commodities e del rallentamento della crescita privilegiamo il peso messicano e la rupia indiana".

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