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Potenziato il Quantitative Easing della BCE, che Effetti Avrà in Europa

giovedì 3 dicembre 2015 Aggiornato il:

La Banca Centrale Europea sta attuando QE, l'acquisto di Titoli di Stato e bond vari con lo scopo di immettere liquidità nel sistema finanziario europeo, combattere il rischio deflazione e la stagnazione economica: riuscirà il Quantitative Easing europeo, avviato lunedì 9 marzo 2015, a fare come quello statunitense -il tapering- portato avanti per alcuni anni dalla Federal Reserve USA, che ha prodotto una crescita economica notevole ed un rafforzamento del dollaro? Come dice Ben Bernanke, l'ex presidente della Fed, il QE non funziona in teoria ma funziona in pratica, dunque è il caso di fare un quadro della situazione con alcune considerazioni [aggiornamento 10 marzo: dopo i potenziamenti di ottobre e dicembre, la BCE ne attua uno più deciso tagliando da 0.05% a 0% il costo del denaro e annunciando altre importantissime misure, di cui diamo tutti i dettagli nel report Potenziato il Quantitative Easing della BCE: gli Effetti su Mercati, Investimenti, Mutui].
Il 29 gennaio anche la Banca del Giappone porta i tassi sotto zero.

Come funziona il QE

Per prima cosa conviene chiarire cos'è il Quantitative Easing della BCE e cosa comporta.
La Banca Centrale Europea da qui a settembre 2016 marzo 2017 (come minimo, perchè è già stato detto che se gli obiettivi non saranno raggiunti si andrà avanti a oltranza) stamperà moneta che immetterà in circolazione comprando Titoli di Stato e altre tipologie di bond (anche bond corporate investment grade, come annunciato col potenziamento del 10 marzo) con scadenza 2-20 anni, 60 miliardi 80 miliardi al mese [annunciato il 10 marzo 2016] per un totale di 1300 miliardi di euro, rispettando dei limiti precisi: potrà comprare non oltre il 25% [si sale al 50%, dopo che nel mese di ottobre si era già passati al 33%] dei Titoli emessi da un Paese, comunque in base alla quota di ogni banca centrale nazionale nel capitale della BCE. Con la clausola del "risk sharing" il rischio si ripartisce all'80% alla BCE e il restante 20% alle Banche Centrali degli Stati coinvolti, con l'intento di "responsabilizzarli" come chiesto da Germania e altri Stati del Nord.

Aggiornamento 10 marzo 2016: Mario Draghi, dopo la consueta riunione del board della BCE, ha affermato che il QE potrebbe continuare anche dopo marzo 2017 perchè, seppur stia funzionando nel dare stabilità finanziaria, gli obiettivi principali stanno arrivando lentamente a causa anche delle congiunzioni internazionali (inflazione sempre poco sopra lo zero, crescita economica presente ma debole).
Inoltre la BCE potrà acquistare anche bond emessi da autorità regionali e locali [potenziamento di ottobre] e anche obbligazioni emesse da società private [potenziamento di marzo]; inoltre reinvestirà il capitale dei titoli acquistati in scadenza, come fece la FED Usa col tapering (il "suo" QE di pochi anni fa) ed informa che  i finanziamenti settimanali e trimestrali alle banche continueranno a tasso fisso e ammontare illimitato fino almeno al 2017.
Stime inflazione Eurozona corrette al ribasso, dall'1% allo 0.1% nel 2016, con l'obiettivo del 2% non prima del 2%; inoltre nei prossimi mesi  potrebbero esserci riduzioni dell'inflazione, ma solo effetti transitori e derivanti dal calo dei prezzi di petrolio e altre materie prime. Secondo i calcoli della stessa Bce, senza il QE l'inflazione attuale sarebbe di mezzo punto percentuale più bassa.
Stime crescita Eurozona corrette al ribasso (come a settembre,  invece a dicembre erano state corrette al ribasso) dall'1.7% all'1.4% per il 2016, dall'1.9% all'1.7% per il 2017.


Gli effetti immediati del Quantitative Easing

Il primo effetto del QE si è già avvertito mesi fa perchè i mercati si muovono in anticipo, bastano gli annunci di azioni future per produrre conseguenze: dato che aumenta la massa monetaria in circolazione il suo valore diminuisce e infatti l'euro si è deprezzato sul mercato forex, perdendo circa il 16% sul dollaro e l'8% sulle altre principali valute. Un bene per le esportazioni europee e italiane ma uno svantaggio per le importazioni di beni e materie prime, anche se c'è da dire che le commodities hanno prezzi in forte discesa negli ultimi mesi, basta vedere il caso del petrolio.

Il secondo effetto del Quantitative Easing della BCE è il far scendere i tassi di interesse dei Titoli di Stato, anch'esso già "attivo" sui mercati come abbiamo scritto nell'articolo Investire in Titoli di Stato 2016: Interessi Bassi o Negativi, Che Fare?. Ovvio è che se una Banca Centrale compra Titoli di Stato per svariati miliardi i rendimenti scendono ed è un vantaggio per gli Stati emittenti che così pagano meno per il debito che mettono sul mercato.
Attenzione però: i rendimenti dei BTp Italia, e anche quelli di alcuni buoni fruttiferi postali, sono legati all'inflazione, la cui risalita è come detto tra gli obiettivi della BCE.
Anche gli interessi dei vari tipi di bond e obbligazioni sono scesi, a vantaggio delle banche e delle società emittenti ma a svantaggio per chi investe su questi prodotti, come spiegato nella guida Investire nel 2016: Meglio Azioni o Titoli di Stato?.

La riduzione è anche altri tipi di tassi di interesse, come ad esempio l'Euribor dei mutui a tasso variabile; in realtà si tratta di variazioni minime perchè già da alcuni anni l'indice è a livelli minimi, come anche l'Eurirs per i mutui a tasso fisso: ovvie conseguenze delle politiche monetarie perseguite da anni della BCE, basate sul costo del denaro poco oltre lo zero (precisamente allo 0.05% da settembre 2014) e confermate in pieno proprio con il QE.

Il QE e l'economia reale europea

Negli USA il Quantitative Easing della FED ha avuto benefici certi visto che gli ultimi dati indicano una crescita del PIL del 5% nell'ultimo periodo. Succederà lo stesso in Europa? A causa di una serie di problematiche e di differenze tra le due sponde dell'Atlantico è probabile che il QE europeo avrà effetti più attenuati, vediamo perchè.

cosa è il quantitative easing, che effetti avrà sull'economia europeaSe l'economia americana è basata sulle grandi imprese che si finanziano direttamente sul mercato, fino l'80%, che quando la FED immetteva moneta nel sistema col suo QE ne traevano immediatamente beneficio, in Europa -e soprattutto in Italia- l'economia è per lo più centrata sulle pmi, le piccole-medie imprese che per la quasi totalità ricevono credito dalle banche.
Banche che dovrebbero riaprire i rubinetti dei finanziamenti ed abbassare i tassi di interesse, ma purtroppo il "credit crunch" è ancora forte per diversi motivi, soprattutto in Italia: ad esempio nell'ultimo anno i tassi bancari medi italiani sono scesi solo dal 3.80% al 3.48% -mentre i rendimenti dei BTp ad esempio dal 4.10% all'1.75%- anche perchè la BCE impone ora requisiti patrimoniali più vincolanti.
Comunque va considerato che dal 2014 il tasso di interesse sui depositi di denaro che le banche parcheggiano nelle casse della BCE è diventato negativo (-0.2%), ovvero è diventato un costo, altra azione della Banca Centrale per spingerle ad usare le liquidità per finanziarie imprese e famiglie.

Da considerare come primaria la questione del debito pubblico dei paesi dell'Area Euro, che ha portato le banche a comprare grandi quantità di bond sottraendo così risorse finanziarie alla crescita; è un fattore-chiave che merita un approfondimento: Quantitative Easing, Debito Pubblico, Investimenti e Banche: Un Rapporto Difficile.

Altra differenza tra USA ed UE che potrebbe ridurre gli effetti del Quantitative Easing sull'economia reale sono i vincoli di bilancio statali che impediscono investimenti sostanziosi da parte dei governi. Quando la FED stampava moneta tra il 2007 ed il 2009 il deficit federale statunitense è aumentato dal 2.8% al 12.4%, causando certo difficoltà varie al governo che ancora oggi si sentono, ma di certo i benefici sull'economia sono stati evidenti.

Infine bisogna considerare che l'Europa è un grande importatore di materie prime come petrolio, gas, metalli e minerali, molto più che gli Stati Uniti che negli ultimi anni hanno raggiunto l'indipendenza economica: ora come detto i prezzi sono molto bassi ma è comunque un costo da considerare soprattutto con l'euro debole, e in ogni caso è previsto un rialzo nel medio termine.

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