9 luglio 2016

Brexit: i Rischi per l'Italia su Investimenti ed Esportazioni Sono Minimi

Sempre nell'ambito di fornire più informazioni sugli effetti economici della Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea decisa con un referendum il 23 giugno. e di quali effetti ci potranno essere sui vari paesi europei e sull'economia continentale e mondiale, vediamo i dati più recenti su esportazioni, investimenti diretti ed esposizione creditizia per capire i livelli di interconnessione economica e finanziaria tra l'UK e gli altri paesi, tra cui l'Italia ovviamente, per farsi un'idea dei rischi della Brexit: finchè non sarà tutto fatto - ricordiamo che il referendum aveva solo valore consultivo ma, a meno di un cambio di rotta e nuove consultazioni, verrà comunque rispettato il volere popolare - ci vorranno circa due anni per l'uscita della Gran Bretagna dall'UE, periodo nel quale fattori quali i flussi commerciali di import-export e gli investimenti diretti esteri saranno influenzati parecchio dall'andamento della sterlina e delle altre monete e dalle incertezze politiche, dopo di che ci sarà una ridefinizione più restrittiva dei rapporti economici tra Londra e il resto del Continente.


Brexit: i dati più recenti su esportazioni, investimenti ed esposizione creditizia

Tra i paesi europei ovviamente è l'Irlanda quello che ha le maggiori esportazioni verso la Gran Bretagna, per lo meno in percentuale al proprio Pil visto che l'export verso i vicini britannici è stato del 10.6% nel 2014, a seguire abbiamo Cipro col 7.5%, la Norvegia col 7.4%, Malta col 7.1%, il Belgio col 6.8% ed i Paesi Bassi col 6.7%.

In termini assoluti invece, sempre tra i paesi europei, quelli che esportano di più in Gran Bretagna sono la Germania con 100 miliardi di euro nel 2014, per un 2.8% in rapporto al proprio Pil, poi la Francia con esportazioni per 45 miliardi (2% del Pil 2014), e l'Italia con 28.1 miliardi di euro (1.6% del Pil 2014). Sempre in termini assoluti dopo la Germania ci sarebbe in realtà la Cina, ma i dati a disposizione non sono esatti.
export paesi europei in gran bretagna
Paesi che più esportano in Gran Bretagna, dati 2014
in miliardi di euro (fonte: Eurostat ComExt)
Passando agli investimenti esteri diretti in Gran Bretagna, dopo gli Stati Uniti che nel 2014 avevano ben 260 miliardi di sterline, i paesi europei che investono di più sono Olanda,con 183 miliardi, Lussemburgo con 83,7 miliardi, Francia (81,7 miliardi), Germania (63,1 miliardi), Svizzera (49,9 miliardi), Spagna (48,5 miliardi, soprattutto con filiali di aziende private e di banche). Gli investimenti diretti in Gran Bretagna degli italiani non sono poi molti, "solo" 13 miliardi (dati sempre del 2014), come le ex colonie Hong Kong e Australia (quest'ultima facente parte anche del Commonwealth).

Si conferma comunque l'asse atlantico Usa-Uk, visto che gli investimenti diretti della Gran Bretagna sono in stragrande maggioranza relativa e quasi assoluta verso gli Stati Uniti, con ben 254 miliardi nel 2014; a seguire le altre destinazioni dei flussi finanziari in uscita dal Regno Unito - più elevati di quelli in entrata, come del resto sono maggiori le importazioni rispetto alle esportazioni: la Brexit avrà quindi effetti importanti soprattutto per eventuali dazi? - sono Paesi Bassi e Lussemburgo con 117,7 miliardi e 104 miliardi (chiaro segno di un'economia improntata alla finanza e ai servizi collegati), poi  Francia (36,9 miliardi), Irlanda (34,9 miliardi); più a distanza l'Italia con solo 8 miliardi, in pratica come l'Egitto (7,9 miliardi).
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Passando all'esposizione creditizia verso la Gran Bretagna, i dati statistici della Banca dei Regolamenti Internazionali ci dicono che sono sempre gli Usa in cima alla lista con ben 424 miliardi di dollari, seguiti dalla Spagna con 410 miliardi: se per gli Usa la Brexit non avrà praticamente effetti diretti, potrebbe essere ben diversa la situazione della Spagna. Seguono la Germania con quasi 369 miliardi (è anche la prima per esposizione sui derivati con 324 miliardi), la Francia con 227.7 miliardi e la Svizzera con 178 miliardi. L'esposizione creditizia dell'Italia verso la Gran Bretagna è soprattutto verso il settore non bancario, per un totale di 41.3 miliardi di dollari.

I paesi che rischiano di più con la Brexit: Italia relativamente tranquilla

In base ai dati su esposti ed altri, Standard & Poor's ha elaborato un indice di sensività per misurare i rischi diretti della Brexit per i vari paesi: in cima c'è l'Irlanda con un valore di 3.5, poi Malta, Lussemburgo, Cipro e Svizzera. Tra i "big" dell'UE la prima è la Spagna, con 1.5 che la pone comunque ottava tra tutti, Francia e Germania sono 11esima e 12esima con un indice pari a 0.8, mentre l'Italia è 19esima con 0.4.

Specifichiamo che si tratta appunto di rischi diretti ovvero connessi ai rapporti economici bilaterali, mentre per i rischi della Brexit a livello generale bisogna vedere l'impatto che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea avrà sulle interconnessioni economiche e finanziarie: è ovvio che se, ad esempio, Irlanda e Spagna subissero gravi ripercussioni dalla Brexit, ci potrebbero essere scossoni a tutto il sistema.