16 gennaio 2017

Investimenti nei Mercati Emergenti, Previsioni 2017: per Azioni e Obbligazioni il Dollaro Forte Non Sarà un Problema?

Azioni ed obbligazioni dei Paesi Emergenti sono investimenti consigliati per il 2017? Nonostante la forza del dollaro e gli aumenti dei tassi di interesse attuati dalla Federal Reserve, le previsioni degli analisti restano alquanto positive e ricalcano quanto già abbiamo scritto tempo fa nel focus Fondi azionari per investire nei mercati emergenti, dove trovate alcune indicazioni precise per il vostro portafoglio e un'analisi della situazione. Proseguiamo dunque nella disamina con le più aggiornante previsioni 2017 per gli investimenti in Area Emerging, prendendo spunto da quanto detto da Maria Paola Toschi. market strategist di JP Morgan, sulla situazione generale e l'influenza che avranno la forza del dollaro, le scelte della Federal Reserve sui tassi di interesse, la crescita dei prezzi di petrolio e materie prime, da Stephen Tong di Hsbc e Benjamin Melman di Rothschild su quali asset azionari e obbligazioni dell'area Emerging investire. Qui invece previsioni 2017 sulle obbligazioni dei paesi sviluppati e consigli d'investimento.

Previsioni per i Paesi Emergenti: il 2017 ancora in crescita

La grandissima maggioranza degli outlook per il 2017 elaborati dagli asset manager è impostata sul mantenimento del trend positivo del complesso dei mercati emergenti che ha caratterizzato il 2016 e che dovrebbe rimanere intatto anche il prossimo anno, nonostante la Fed Usa mostri un atteggiamento più aggressivo sui tassi d'interesse. Certo, sarà difficile vedere performance come quelle del rally visto nella prima parte dell'anno scorso, ma grazie a una serie di fattori economici positivi gli investitori globali dovrebbero continuare a essere attratti dai rendimenti generati dalle aree in via di sviluppo. Non solo sul fronte obbligazionario ma anche su quello azionario, che stavolta viene di gran lunga preferito dai gestori rispetto ai bond, sia in valuta forte che in moneta locale, perché foriero di maggiori soddisfazioni (come abbiamo già evidenziato nell'articolo Investimenti in Borsa 2017: le Previsioni per i Mercati Europei si prevede un generale spostamento dagli asset difensivi a quelli ciclici e performanti).

Nel 2017, al netto di qualche momentanea scossa di volatilità, i terremoti sulle Borse mondiali di metà 2013 e 2015 e di inizio 2016 - scatenati dal cambio di marcia della Fed sulla politica monetaria e con epicentro nei Paesi emergenti indebitati in dollari - non dovrebbero più ripetersi (nel 2013 ci fu la fine del "tapering della Federal Reserve", ovvero del programma di acquisto di Titoli per immettere liquidità accompagnato dai tassi a zero, come sta facendo la BCE col Quantitative Easing, mentre sul finire del 2015 c'è stato il primo aumento dei tassi di interesse, cosa ripetutasi solo a dicembre 2016 ma con meno effetti sui mercati in quanto ormai ampiamente previsto, come succederà anche nel 2017).

Potrebbero però esserci ostacoli nel caso di una brusca frenata del graduale recupero dei
prezzi delle commodity che si configuri come il risultato di una tossica combinazione fra guerra commerciale Usa-Cina (innescata da Trump), rialzi dei tassi di interesse da parte della Fed più veloci del previsto (è comunque difficile che la banca centrale statunitense osi) ed un rafforzamento più dollaro, come sottolinea Maria Paola Toschi di JP Morgan:
"L'apprezzamento del dollaro come effetto dell'era Trump è il rischio principale per i mercati emergenti, ma è probabile che lo stesso presidente non trovi conveniente alimentare un biglietto verde troppo forte e che penalizzi l'economia, In secondo luogo va ricordato che oggi per l'area Emerging ci sono una serie di catalizzatori positivi, che esistevano negli ultimi anni e che possono controbilanciare il fattore rischio rappresentato dal dollaro".
Elementi che portano a ottimistiche previsioni per gli investimenti nei Paesi Emergenti per il 2017 - La strategist cita la crescita globale nel 2017 più robusta trainata dagli Usa stessi, la stabilizzazione del soft-landing cinese che, assieme al superamento della recessione da parte del Brasile e alla moderata ripresa della Russia, farà ampliare nuovamente il differenziale di crescita e di performance fra Paesi Emergenti e Paesi sviluppati in favore dei primi, infine il successo delle riforme e una rinnovata disciplina fiscale in alcune economie, ad esempio quella brasiliana. Come parti del nuovo scenario strutturale, si considerino anche il miglioramento dei fondamentali e l'apprezzamento delle valute locali, politiche monetarie più espansive favorite da un andamento dell'inflazione meno preoccupante, prezzi in crescita delle materie prime (ovviamente del petrolio soprattutto) e debiti in valuta meno pesanti o comunque più coperti dal rischio di cambio.
indice msci em andamento mercati emergenti
Andamento mercati emergenti, indice Msci Em
[grafico ottenuto con lo strumento del Financial Times in data 16 gennaio 2017]

Investire in azioni e obbligazioni dei Paesi Emergenti: quali settori e mercati privilegiare

Se immediatamente dopo il board della Federal Reserve del 13 dicembre, Ubs ha rilanciato in maniera convinta il suo «overweight» sull'azionario emergente, addirittura State Street e Credit Suisse si sono spinti più in là indicando un possibile rendimento in dollari dell'indice Msci Em del 6% la prima e dell'8% il secondo. Guadagni che per Stephen Tong di Hsbc Global Am potrebbero arrivare dai titoli tecnologici, dell'health care, finanziari e legati alle materie prime. Azioni da selezionare, con un occhio alle valutazioni, in Cina, Russia e Brasile, economie la cui crescita può assicurare ora una certa traiettoria degli utili societari.

Secondo Benjamin Melman di Edmond de Rothschild Am, la gestione attiva dovrebbe ispirare anche le scelte d'investimento in obbligazioni dei Paesi Emergenti: secondo l'analista sono da approcciare con cautela, perché potrebbe essere messe a rischio dal mix letale rally del dollaro e volatilità sui tassi. Ci sono occasioni sui governativi in valuta forte in America Latina e in Ucraina, bond che potrebbero essere facilmente caratterizzati da un profilo di rischio-rendimento fortemente asimmetrico.

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