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Investimenti 2017: i Fattori di Rischio e gli Elementi da Tenere d'Occhio

mercoledì 18 gennaio 2017 Aggiornato il:

Per sapere come investire nel 2017 bisogna aver chiaro il quadro generale della situazione economica, finanziaria e politica perchè quest'anno si preannuncia ricco di incognite, novità e rischi. Tra gli elementi da tenere in primo piano abbiamo il rialzo dei tassi americani da parte della Federal Reserve proprio durante il primo anno della presidenza Trump, mentre in Europa proseguirà il Quantitative Easing della BCE ma ci sono timori per le elezioni politiche in alcuni Paesi importanti e per la Brexit. Dunque l'asse atlantico con collegato l'andamento di euro e dollaro in primo piano, ma resta il rebus dei Paesi Emergenti: nel 2017 proseguirà la crescita dello scorso anno? Vediamo dunque un'analisi della situazione così da dare lo sfondo entro cui muoversi per i propri investimenti in azioni o obbligazioni, considerando che in via generale le opzioni della cedola variabile per i bond e dei ciclici per i titoli azionari dovrebbero essere leggermente favorite.

Investimenti 2017: diversificare per spalmare i rischi

Per investire in sicurezza la regola è diversificare, questo è noto agli investitori più esperti ed accorti: il 2016 lo ha dimostrato fornendo cambiamenti importanti e alcuni imprevisti - tra i secondi il referendum sulla Brexit e la vittoria di Trump, tra i primi i tagli alla produzione di petrolio che hanno fatto risalire i prezzi ed il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve - facendo sì che solo i portafogli opportunamente bilanciati, sorretti da una gestione dinamica delle posizioni, abbiano potuto archiviare l’anno con risultati soddisfacenti.

Ma la diversificazione degli investimenti da sola non basta, occorre avere che la propria strategia sia sorretta da una visione d'insieme degli elementi più importanti, che si facciano confronti tra i prodotti e le prospettive - la classica domanda meglio investire in azioni o obbligazioni quest'anno? presuppone un'analisi dettagliata - per scartare alcune scelte ed abbinarne tra di loro altre, per combinare investimenti nei Paesi Emergenti e nei mercati più sviluppati, in valute diverse ecc...

Ecco allora cosa deve tenere d'occhio quest'anno chi vuole investire in sicurezza, una serie di elementi fondamentali che, se non sono proprio consigli d'investimento, sono punti-chiave su cui dovrete restare aggiornati per gli investimenti nel 2017.

Investire nel 2017: azioni o obbligazioni? La situazione negli Usa e in UE

Tenuto conto che ci si aspetta per quest'anno un ritorno dell'inflazione, soprattutto negli Stati Uniti a causa delle politiche economico-finanziarie di Trump, i buoni livelli di occupazione e l'aumento dei salari ma anche in Europa per via del Quantitative Easing ed il rialzo dei prezzi di petrolio (passato da 26 dollari di febbraio 2016 a 52-54 dollari al barile il 18 gennaio di quest'anno) e materie prime, nel 2017 i bond potrebbero tornare a rendimenti dignitosi. Nell'articolo Investire in Obbligazioni nel 2017, le Previsioni degli Analisti abbiamo già specificato che non sarà da subito e che tra i favoriti ci saranno appunto i bond con cedola variabile indicizzati all'inflazione, come conferma anche Matteo Ramenghi di Ubs Italia:
"Sui titoli di Stato abbiamo un forte sottopeso. Ci aspettiamo nuove correzioni sui governativi, specialmente per i Paesi con un rating più elevato. Non a caso, stiamo privilegiando i titoli agganciati all’inflazione".
Ramenghi vede bene anche il debito high yield europeo dopo che il recente allargamento degli spread ha portato i rendimenti al 4%.

Invece per il mercato azionario c'è meno entusiasmo tra gli esperti del settore: è sì vero che per Wall Street e le azioni statunitensi in genere si prospetta una ventata di novità sempre generata dalle nuove politiche economiche di Trump (per lo meno è questo che ci si aspetta in base al suo programma dichiarato), ma la situazione appare comunque incerta e i vantaggi fiscali promessi dal neo-presidente avranno probabilmente effetti positivi solo in alcuni settori (cfr il focus Investire in Borsa nel 2017: Previsioni su Wall Street). Queste le parole di Alessandro Fugnoli di Kairos Partner SGR:
"[le azioni] Non sono carissime. Ma le valutazioni appaiono comunque elevate. [degli sgravi fiscali annunciati da Trump] Ne beneficeranno principalmente le società a piccola e media capitalizzazione, mentre le blue chip, che già oggi godono di ampie detrazioni, potrebbero fare i conti con un ridimensionamento dei benefici fiscali".
Comunque chi volesse investire in azioni nel 2017 deve prestare attenzione ai settori ciclici, favoriti sui difensivi sia in Europa che negli Usa per diversi motivi: la già citata inflazione in ripresa su entrambe le sponde dell'Atlantico, le nuove politiche di rilancio industriale e infrastrutturale che Trump ha promesso, un euro debole che sarà un vantaggio per gli utili di molte società (non solo legate all'export).

consigli d'investimento 2017Per i titoli bancari la situazione è più incerta soprattutto in Europa, visto che negli Usa godranno di una nuova de-regulation, altro cavallo di battaglia della presidenza Trump. Come sottolinea Ramenghi le banche europee dovranno per forza rafforzare ulteriormente i coefficienti patrimoniali e fare attenzione a normative più severe, anche se l'accordo "Basilea 4" è stato rinviato. Prestare molta attenzione a questo fattore perchè il peso dei bancari sui listini europei è davvero notevole, circa un quinto del valore totale.

Per ulteriori dettagli sul mercato azionario europeo vi rimandiamo al focus Investimenti in Borsa 2017: le Previsioni per l'Europa, qui ribadiamo - visto che stiamo analizzando il quadro generale per evidenziare gli elementi da tenere in considerazione per una corretta diversificazione e strategia d'investimento - che il 2017 sarà un anno di importantissime elezioni politiche per l'Unione Europea ed il rischio politico è tra i principali di quest'anno: si voterà in Olanda, Francia, Germania, forse anche Spagna e Italia. Ma se l'appuntamento chiave, quello di Parigi, dovesse dare risultati non problematici per l'UE (insomma, che non vinca l'estrema destra antieuropeista), si potrebbe catalizzare un ritorno di fiducia e capitali a favore dell’Europa; se poi la situazione di MPS e delle altre banche italiane in crisi dovesse migliorare, gli investitori potrebbero tornare a volgere lo sguardo verso Milano, ultima in classifica tra le piazze europee nel 2016.

Investimenti 2017: le prospettive dei Paesi Emergenti

Investire 10.000€ sull'Ftse Italia All Share ad inizio 2016 avrebbe portato a fine anno ad una perdita del 13%, la stessa cifra se fosse stata investita nei mercati dell'area emerging avrebbe portato ad un profitto del 14%, una differenza di quasi 2800€.

E' vero che con la vittoria di Trump il rally dei mercati emergenti si è un po' fermato per via dei timori delle paventate misure protezioniste, ma le prospettive rimangono buone sia per le azioni che per le obbligazioni: come dettagliatamente spiegato nell'approfondimento Investimenti nei Mercati Emergenti, Previsioni 2017 il dollaro forte non dovrebbe essere un grosso ostacolo grazie a fattori di crescita che avvantaggeranno molte delle principali economie emergenti.

Certo la cautela non va mai messa da parte, ma sempre Ramenghi di Ubs Italia afferma di essere ottimista su Cina, India e Brasile, inoltre si deve considerare che la Russia, dopo un 2016 chiuso con il 50% in più, potrebbe continuare a cavalcare due trend: l’aumento del prezzo del petrolio, sostenuto dai tagli alla produzione di greggio tra Paesi Opec e non, e un possibile disgelo nelle relazioni con gli Usa.

Previsioni 2017 su dollaro, euro, yen, oro

Per la situazione del cambio EUR/USD vi rimandiamo al report periodicamente aggiornato sulle previsioni euro-dollaro e l'andamento delle due valute, qui diciamo che è sì noto che la stragrande maggioranza degli analisti è concorde nel ritenere il 2017 un altro anno di grande forza per il biglietto verde con un euro sempre fiacco, ma se c'è chi intravede addirittura la parità per altri potrebbe non essere così:
"Per noi il dollaro si deprezzerà contro l’euro, per almeno due ragioni - afferma Ramenghi -: l'aumento del deficit americano, necessario per finanziare il piano di stimoli fiscali e il rallentamento del piano di acquisti da parte della Bce, a partire da marzo".
In realtà, come spiegato nell'aggiornamento La BCE estende il QE fino a dicembre 2017, il piano di acquisti della Banca Centrale Europea è stato appunto prorogato da marzo a dicembre 2017 (seconda proroga dopo quella da settembre 2016 a marzo 2017 annunciata nel dicembre 2015), però con una riduzione da 80 a 60 miliardi al mese, è quindi ipotizzabile che le spinte per l'inversione di tendenza dovranno provenire dagli Usa, come ritiene Ramenghi, ma difficilmente si vedrà un cambio di rotta deciso.

Lo yen dovrebbe restare debole perchè la Bank of Japan persegue una politica monetaria svalutativa molto decisa, sulle azioni giapponesi gli analisti restano positivi ma gli acquisti vanno fatti con il cambio coperto.

L'oro dalle elezioni di Trump ha perso il 15%, non sembra destinato a brillare.

Questo è quanto si può dire ad inizio anno, come sempre si dovrà restare costantemente aggiornati sui principali fatti politici ed economici, seguire con attenzione gli andamenti dei mercati e gli sviluppi delle politiche macroeconomiche dei governi e monetarie delle banche centrali. Facendo un "aggregato" delle previsioni finanziarie per il 2017 ci sembra che regni una marcata incertezza e proprio per questo sono indicati come favoriti titoli ed emissioni ciclici, variabili e dunque un po' più rischiosi: consigliate più che mai prudenza e diversificazione.

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