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Investire nel BTP 50 Anni: Rendimenti, Caratteristiche e Rischi del Nuovo Titolo di Stato

mercoledì 19 ottobre 2016 Aggiornato il:

Una nuova possibilità di investire in Titoli di Stato italiani è da poco disponibile: il BTP con scadenza a 50 anni. Infatti il Tesoro ha recentemente emesso l'obbligazione governativa BTP 2067 con codice ISIN IT0005217390, che sta attirando l'attenzione dei risparmiatori-investitori non solo per la scadenza fissata a marzo 2067 (duration modificata di 27 anni) ma anche per i rendimenti elevati in confronto alle emissioni più di breve termine, visto che ha cedola con tasso al 2.8% lordo annuo, pagata all'1.4% semestralmente. Rispetto alla stragrande maggioranza dei bond governativi che hanno tassi tra 0% e 1% è parecchio, inoltre il taglio minimo di acquisto di 1000 euro dà accesso anche ai piccolo risparmiatori. Vediamone le principali caratteristiche, se conviene investire nel BTP 2067 e i possibili andamenti: stiamo parlando un Titolo di Stato con scadenza a 50 anni, i rischi e le opportunità vanno valutate con estrema attenzione.

Investire nel BTP scadenza 2067: caratteristiche del Titolo e rischi 

Confrontato col BTP a 10 anni, il nuovo BTP a 50 anni ha un rendimento nominale lordo più che doppio, ma su un piano temporale così lungo va senz'altro considerata anche l'erosione da inflazione. Come ben saprete e come abbiamo ripetuto tante volte qui su ilportafoglio.info finanza trattando di investimenti in Titoli di Stato, attualmente l'inflazione è a 0% e non erode capitali e guadagni, guadagni che però in molti casi sono miseri a causa del Quantitative Easing della BCE: con il massiccio acquisto di obbligazioni, la Banca Centrale Europea immette denaro nel sistema con lo scopo di stimolare la crescita e far ripartire l'inflazione verso quel 2% annuo considerato l'optimus per un'economia in salute. Per ora i risultati sotto questo aspetto sono molto scarsi (di buono c'è senz'altro la stabilità finanziaria), però su un lungo periodo come 50 anni un investitore saggio non può che considerare questo fatidico 2% l'ipotesi prevalente e dunque ritenere che sul lungo periodo il BTP 2067 offra un tasso di interesse reale intorno all'1%, in linea con i valori storici di lungo termine europei. Comunque il BTP a 30 anni con scadenza marzo 2047 ha una cedola al 2.4% lordo annuo: 20 anni di rischio tasso e rischio default in meno con uno 0.4% di differenza.

Ovviamente si sta ragionando nell'ipotesi di mantenere il Titolo fino a scadenza, cioè per mezzo secolo! Ma anche i 30 anni del BTP 2047 non sono pochi... Con periodi così lunghi è ancora più doveroso valutare con attenzione i principali rischi di investire in obbligazioni: il rischio default ma anche gli shock derivanti dall'andamento dei tassi di interesse a lungo termine che influenzano la performance del bond.

performance btp 2067, i rischi

Come fa notare con la sua analisi Raffaele Zenti di AdviseOnly, il BTP a 50 anni ha un rischio tasso piuttosto elevato perchè perderebbe il 22% se i tassi di interesse a lungo termine salissero dell'1%, mentre con un aumento anche solo dello 0.5% la performance del bond scenderebbe del 12%.

Passando poi al rischio default emittente per il BTP 2067, ovvero il fallimento dello Stato italiano, si possono solo fare ipotesi numeriche basandosi sulle previsioni del mercato dei Credit Default Swap, che attualmente valutano la probabilità di fallimento dell'Italia tra 10 anni al 23%: rapportata ai 50 anni di durata del Titolo di Stato in questione fa 72%. Numeri certamente esagerati (certamente?), ma su mezzo secolo di durata il default di un paese come il nostro va purtroppo tenuto in considerazione, anche solo la metà di quelle percentuali non è poco e nel corso di cinque decenni può accadere di tutto.


Conviene investire nel BTP a 50 anni?

L'intento del Tesoro nell'emettere il BTP con scadenza nel 2067 è ovviamente quello di rifinanziare il debito pubblico a lunghissimo termine sfruttando i tassi di interesse dei Titoli di Stato a livelli minimi per il Quantitative Easing. Senz'altro è un investimento adatto ai fondi pensione, alle assicurazioni e agli investitori istituzionali in genere per vari motivi (infatti da tali investitori sono giunte domande di acquisto per un totale di 18 miliardi, a fronte dei 5 messi a disposizione).

Invece non sembra che ai piccoli risparmiatori convenga investire nel BTP con scadenza a 50 anni: il rendimento è sì superiore a Titoli di Stato a breve scadenza, ma non poi molto rispetto a quelli a media scadenza, con in più rischi decisamente più elevati. Può essere una soluzione per chi investe in Titoli di Stato facendo trading, cioè comprando e vendendo in pochissimo tempo per sfruttare le variazioni dei tassi, in quanto questo BTP ha un effetto leva molto elevato per via della duration modificata a 27 che amplifica appunto gli effetti della variazione del tasso d'interesse: soluzione per investitori molto esperti, sia chiaro.

In futuro, quando aumenteranno i tassi di interesse dei Titoli di Stato e quindi si abbasseranno i prezzi, il BTP 2067 potrebbe diventare un investimento a lungo termine interessante.

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