23 settembre 2016

Investire in Obbligazioni: Per Rendimenti Maggiori Occorre Alzare la Soglia di Rischio, Ma Senza Esagerare

Ormai è evidente che gli investimenti in Titoli di Stato solidi non danno profitti degni di nota; i piccoli risparmiatori che investono in obbligazioni devono per forza allargare il campo d'azione ai titoli bancari, ai bond corporate societari (investment grade ma anche qualche high yield "ragionato"), obbligazioni con cedole indicizzate e  obbligazioni in valuta estera, in particolare in dollari visto che ci si attende che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse. C'è sempre spazio per le emissioni governative, ma i Bot in questi anni e per i prossimi è il caso di dimenticarseli e dunque si deve allungare la scadenza puntando a Btp e ai Bonos. Vediamo dunque alcune indicazioni su come strutturare la parte obbligazionaria del proprio portafoglio d'investimenti e alcuni bond interessanti di vario genere per spuntare rendimenti almeno dell'1% e fino anche al 3%, ovviamente tenendo conto che il rischio deve per forza aumentare un po'. Di certo non è il primo articolo del genere che pubblichiamo né l'ultimo: per altre strategie d'investimento strutturate sull'attuale situazione potete leggere Consigli di Investimento col Quantitative Easing in Corso, ma i concetti fondamentali restano la diversificazione del portafoglio e l'aumento del rischio (sempre con attenzione e prudenza, questo è chiaro).

Possiamo descrivere come stagnante la situazione di buona parte del mercato obbligazionario, per lo meno di quello che nei decenni passati è stato il riferimento dei piccoli investitori che puntavano a Titoli sicuri e che negli ultimi anni hanno dovuto cambiare strategia d'investimento: il motivo principale è la politica monetaria espansiva che la Banca Centrale Europea sta perseguendo con il Quantitative Easing per dare stimolo alla crescita economica e far riprendere l'inflazione, ferma allo 0% da troppo in tutta l'UE. La BCE per immettere denaro acquista molti Titoli di Stato e da qualche mese anche obbligazioni di società private, inoltre per stimolare le banche a dare più credito a famiglie e imprese ha portato il costo del denaro allo 0% e il tasso sui depositi al -0.4% (le banche pagano per lasciare i soldi nelle casse della BCE). In sintesi, questo porta a maggiore stabilità finanziaria ma anche a rendimenti delle principali obbligazioni governative e societarie a livelli minimi: i piccoli risparmiatori si trovano un panorama "piatto" che, nella sua uniformità livellata in basso, è più complicato e chiaramente con pochi sbocchi per profitti degni di nota. E' vero che c'è maggiore sicurezza sul capitale, tra l'altro non eroso dall'inflazione visto che è allo 0%, però i guadagni dei fondi, delle polizze, dei bond latitano alla grande e per trovare qualcosa si deve spaziare maggiormente tra le obbligazioni e alzare la soglia del rischio (che tuttavia è contenuto proprio dai fattori su indicati, considerato anche che la politica monetaria espansiva è comune alle principali banche centrali del mondo e l'economia mondiale è si "asfittica" ma con rischi contenuti, almeno secondo gli analisti).
Leggi anche - Investire Sfruttando la Volatilità di Mercato: Come Diversificare gli Investimenti

Investimenti in obbligazioni con rischio crescente per rendimenti più alti che con i Titoli di Stato: bond corporate in euro, dollari e altre valute, con cedole indicizzate

Ad un primo livello di rischio troviamo alcuni Titoli di Stato, in particolare i Btp italiani ed i Bonos spagnoli, ma come potete vedere dalla tabella (fonte: Corriere Economia) per arrivare all'1% lordo annuo occorre andare su scadenze decennali. L'opzione del BTP con scadenza a 50 anni, da poco sul mercato dei Titoli di Stato, per ora non è indicata ai piccoli risparmiatori ma potrebbe esserlo in futuro. In ogni caso sono interessi superiori al tasso d'inflazione, però ovviamente dovete considerare la tassazione sulle rendite finanziarie, come per tutti gli investimenti.
investire in obbligazioni governative con rendimenti positivi
Titoli di Stato
Ovviamente il discorso sui bond governativi dei Paesi Emergenti rientra in questo contesto di "ricerca di rendimenti maggiori" ma va affrontato separatamente perchè si tratta di un'asset class particolare, sia per la concentrazione delle emissioni che per i rischi specifici: nell'articolo Diversificare è fondamentale per investire in Titoli di Stato dei Paesi Emergenti l'analisi della situazione ed alcune indicazioni d'esempio.

Più numerose e con rendimenti migliori le soluzioni tra i corporate bond, ovviamente con un grado di rischio maggiore rispetto alle obbligazioni governative su indicate: ma siamo comunque tra gli investment grade. Non mancano le obbligazioni bancarie adatte all'investitore che vuole poco rischio ma anche a chi vuole "osare" (evitando le obbligazioni bancarie subordinate, le prime ad essere azzerate in caso di salvataggio bancario col bail in). Sempre appetibili i settori tlc, chimici, assicurativi, automobilistici.
investimenti in bond corporate investment grade in euro
Emissioni societarie denominate in euro,
bassa e media propensione al rischio.
Interessanti le due obbligazioni di Banca IMI perchè diventano indicizzate nei prossimi anni: avere nel portafoglio bond con cedole indicizzate, con comunque un minimo di protezione, può essere una bella soluzione a fronte della possibile, sperata e preventivata ripresa dell'economia europea.

Alzando ancora la soglia di rischio ecco i bond corporate con cedola indicizzata e/o in dollari o altre valute diverse dall'euro, tra i quali come potete vedere ci sono anche obbligazioni non investment grade con un rating più basso (certamente non titoli spazzatura nè ad alto rischio default, questo è scontato).
investimenti in bond corporate in euro
Emissioni societarie con soglia minima 100.000€,
media e alta propensione al rischio.
investimenti in obbligazioni corporate in valute estere sicure
Emissioni societarie in valute diverse dall'euro,
media e alta propensione al rischio.
La scelta di inserire anche emissioni con cedole indicizzate, soprattutto per i bond in dollari Usa, è per limitare il rischio al rischio di cambio: se come sembra nei prossimi mesi la Federal Reserve comincerà ad alzare i tassi di interesse allora il dollaro riprenderà ancora più forza sull'euro e la scommessa sarebbe vincente. Da monitorare anche le emissioni in sterline UK in quanto la moneta britannica, dopo il crollo causato dalla Brexit, è probabilmente destinata a riprendere quota perchè l'economia britannica è ancora in buona salute (che magari ci guadagni pure con l'uscita dall'UE?). Anche le economie svizzera e norvegese stanno andando meglio di quelle dell'Eurozona, dunque da seguire anche la situazione dei bond in franchi svizzeri e in corone norvegesi.

Come potete vedere i rendimenti più elevati sono da Titoli con rating inferiore, cioè quelli non investment grade, anche se le scadenze possono arrivare quasi al decennio e la soglia d'ingresso essere molto alta. Come le due citate sopra, da considerare l'obbligazione indicizzata di Banca IMI (che è comunque investment grade, quindi a rischio ridotto), in questo caso però in dollari e con scadenza al 2024 invece che al 2026 come le due in euro.

Specifichiamo come sempre che queste sono analisi della situazione attuale e delle proposte ora disponibili sul mercato e che i consigli d'investimento vanno sempre ponderati attentamente in base alla propria situazione, alla disponibilità finanziaria e alla conoscenza dei meccanismi finanziari. Come indicazione generale, se avete una media propensione al rischio gli investimenti in bond a basso rating e in bond non in euro dovrebbero attestarsi sul 10-15% entrambi, il resto del portafoglio meglio indirizzarlo verso una gestione tranquilla.

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