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Banche Italiane a Rischio: Crediti Deteriorati e Sofferenze, Analisi dei Numeri

martedì 12 luglio 2016 Aggiornato il:

Le banche italiane con più problemi di sofferenze bancarie, ovvero di crediti a rischio inesigibilità, sono Monte Paschi Siena, Veneto Banca, Banca Carige e Creval (Credito Valtellinese), mentre UniCredit e Intesa Sanpaolo non hanno situazioni problematiche nonostante abbiano nei loro conti circa la metà dei crediti deteriorati in Italia: ovviamente perchè hanno dimensioni tali che il loro equilibrio del rischio non è affatto in pericolo (tra l'altro UniCredit appare messa leggermente meglio di Intesa Sanpaolo anche se nelle cronache finanziarie di queste settimane è più citata, ma si sta facendo troppo allarmismo). Facciamo dunque il punto della situazione con i numeri elaborati da uno studio della Uilca sulla situazione delle banche italiane.

Banche sicure o a rischio? Ecco cosa dicono i numeri

In queste settimane si sentono/leggono cose al limite del ridicolo come "fallimento UniCredit" oppure "salvataggi bancari per le principali banche italiane" ma la realtà è che si discute su alcuni interventi definibili o meno come aiuti di Stato per mettere in sicurezza i conti di alcuni banche. Le situazioni più difficili sono quelle di MPS, Veneto Banca, Banca Carige (con le "nuove Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti ancora in un limbo in attesa di nuovi soci e acquirenti), ma ad ora non si può parlare di fallimenti bancari: il discorso è più che altro sulle nuove regole europee, il famoso bail-in per i salvataggi bancari, e sulla possibilità di aiuti pubblici tramite vari fondi (come si vocifera in questi mesi in tutta Europa, anche perchè in estate Deutsche Bank ha proposto la creazione di un fondo europeo da 150 miliardi). In ogni caso le autorità europee affermano chiaramente che non si tratta di una crisi acuta e che le regole attuali sono sufficienti per risolvere l'attuale situazione. Ma vediamo i numeri precisi delle sofferenze bancarie italiane.

In Italia ci sono 360 miliardi di crediti deteriorati ed il 40% del totale, ovvero 143.9 miliardi, pesa sui bilanci dei 12 principali gruppi bancari, che nei loro conti hanno anche il 75% dei circa 87 miliardi di sofferenze nette (65.9 miliardi). Secondo i calcoli della Uilca, la federazione dei lavoratori bancari della Uil, la metà dei crediti deteriorati, per la precisione 72.7 miliardi, sono nei bilanci dei due più importanti gruppi bancari italiani, ovvero Intesa Sanpaolo e UniCredit.
i bilanci delle banche italiane
Elaborazione dati: La Stampa del 10 luglio 2016
Sono forse questi i numeri assoluti che fanno dire ad alcuni "UniCredit in crisi", ma non è così: intanto Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno un'esposizione sotto la media nazionale e inferiore a quel 15.8% delle altre 10 principali banche, inoltre UniCredit si ferma al 7.9% contro il 9.2% di Intesa Sanpaolo. La metà dei crediti deteriorati è nei conti delle altre 10 banche che, messe insieme, erogano la metà del credito delle prime due (461 miliardi quando la sola UniCredit ne eroga oltre 483).


La situazione peggiore è per queste cinque banche, dati i rilevamenti dello studio Uilca:
  • MPS con una quota di crediti deteriorati del 21,2% (24,06 miliardi su un totale di 113,5)
  • Veneto Banca con una quota di crediti deteriorati del 22,5% (4.9 miliardi)
  • Banca Carige con una quota di crediti deteriorati del 18.9% (3.9 miliardi)
  • Credito Valtellinese con una quota di crediti deteriorati del 17.9% (3.39 miliardi)
  • Banco Popolare con una quota di crediti deteriorati del 17.4% (6.8 miliardi): tramite la fusione con BPM - Banca Popolare di Milano e l'aumento di capitale di un miliardo ha migliorato la situazione
Dunque la media delle banche italiane per i crediti deteriorati è del 16.8% mentre in Europa è del 5.8%: le banche degli altri paesi hanno ripulito i bilanci prima e meglio. Da notare che le banche italiane con maggiori sofferenze bancarie sono tutte banche locali e regionali, tranne MPS che comunque è parecchio localizzata anch'essa. D'altra parte i salvataggi con bail-in di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti parlano da soli e sono appunto di istituti locali: come chiedono le autorità europee ma anche italiane e come dicono gli analisti, il sistema bancario italiano ha queste difficoltà proprio per l'estrema parcellizzazione e l'elevata territorialità, servono fusioni tra banche per passare dal sistema della "banca sotto casa" ad uno con meno istituti ma più solidi.

Analizzando i numeri delle sofferenze nette, un totale di 87 miliardi secondo gli ultimi dati di Bankitalia, il discorso trova conferme perchè c'è persino maggiore concentrazione del rischio: è  sì vero che UniCredit, Intesa Sanpaolo e Monte Paschi Siena hanno 65.9 miliardi su 87 (rispettivamente 20.17 miliardi, 15.1 e 10.18), ma se per ipotesi venissero del tutto azzerate le sofferenze si avrebbero avanzi da oltre 30 miliardi per Unicredit e Intesa Sanpaolo, mentre MPS andrebbe in rosso per 509 milioni visto che ha un patrimonio di 9.67 miliardi (dati di marzo sempre dallo studio Uilca). Comunque sottraendo tutte le sofferenze dal totale del patrimonio si ottiene un saldo positivo per 84 miliardi.

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