17 maggio 2016

Investire per la Pensione Integrativa: Linea Garantita o Azionaria Bilanciata, Quali Rischi e Vantaggi?

Come ormai appare sempre più evidente, i lavoratori devono investire per la pensione integrativa: purtroppo la situazione pensionistica italiana va sempre peggio e per chi andrà in pensione nei prossimi decenni la previdenza complementare è necessaria per avere una rendita dignitosa durante la vecchiaia. In questa guida vediamo le proiezioni più aggiornate di Progetica, società specializzata in elaborazioni di dati economico-finanziari, su quanto si dovrebbe versare per avere una pensione integrativa da 100 euro al mese (ipotesi per tre diversi profili di lavoratore) in base a che tipo di fondo pensione si sceglie, cioè se in una linea bilanciata azionaria oppure garantita, ma anche quando si inizia a investire per la previdenza complementare: insomma, ad essere determinanti sono il fattore rischio e fattore tempo.

Prendendo come primo esempio di lavoratore che decide di investire per la previdenza complementare un trentenne, che quindi secondo le stime attuali potrà andare in pensione di vecchiaia a 70 anni, il versamento per avere una pensione integrativa di 100€ al mese dovrebbe essere di 33€ al mese in caso di fondo pensione con linea bilanciata azionaria, di 54€ con linea garantita. Invece un lavoratore quarantenne, che potrebbe andare in pensione a 69 anni secondo le norme attuali, dovrebbe investire nella previdenza complementare 56€ se sceglie un fondo pensione nel comparto azionario-bilanciato, 80€ al mese invece se sceglie un fondo pensione del comparto garantito. Invece un cinquantenne, che con le norme vigenti andrebbe in pensione a 68 anni, per una pensione integrativa di 100 euro al mese dovrebbe versare per i restanti 18 anni di carriera lavorativa rispettivamente 108€ o 135€ al mese [questi dati ed i seguenti sono calcolati sui costi medi dei fondi pensione aperti e in termini reali, cioè considerata l'inflazione].


quanto investire per la pensione integrativa
Attenzione però, perchè iniziare prima comporta vantaggi più che proporzionali: infatti se il trentenne iniziasse ad investire in un fondo pensione azionario-bilanciato cinque anni prima (sempre con l'intento di avere una pensione integrativa di 100€ al mese) gli basterebbero 27€ al mese, risparmiando così il 17%, mentre se iniziasse cinque anni dopo dovrebbe spendere 40€ al mese per un totale del 23% in più. Invece il quarantenne, iniziando cinque anni prima (numeri sempre per fondo pensione azionario bilanciato) risparmierebbe il 22% perchè dovrebbe investire 44€ al mese, iniziando cinque anni dopo spenderebbe il 31% in più dovendo investire 73€ al mese; mentre il cinquantenne  iniziando cinque anni prima risparmierebbe il 25% perchè dovrebbe investire 81€ al mese, iniziando cinque anni dopo spenderebbe il 55% in più dovendo investire 162€ al mese.

Bisogna anche valutare i vantaggi fiscali della previdenza complementare: è vero che spendendo meno si hanno deduzioni fiscali più basse in dichiarazione dei redditi, ma è abbastanza evidente che essendo la spesa minore c'è un guadagno comunque, oltre al fatto che le deduzioni sarebbero godute per più anni.

Le differenze di costo dipendono, oltre che dal fattore tempo (chi inizia più tardi con i versamenti per la previdenza complementare deve ovviamente pagare di più se vuole poi lo stesso importo per la pensione complementare), dal fattore rischio: investire in un fondo pensione che ha una componente azionaria aiuta a ottenere rendimenti migliori nel medio-lungo periodo, mentre le linee garantite proteggono dalle oscillazioni di breve periodo dei mercati finanziari ma pregiudicano la crescita nel lungo termine. Non è una scelta facile, ma gli analisti consigliano in via del tutto generale di investire in fondi pensione del comparto azionario-bilanciato ai lavoratori più giovani, del comparto garantito a chi è più vicino al ritiro: questo perchè nel lungo periodo, come detto, la componente azionaria garantisce risultati migliori mentre ci sarebbero più rischi nel breve.

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