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Previsioni Quotazioni Oro: Effetto Brexit, Inflazione, Dollaro e Mercato Obbligazionario i Fattori Chiave

martedì 12 luglio 2016 Aggiornato il:

Quotazione oro in rialzo nel 2016: il potenziamento del Quantitative Easing della BCE, la Federal Reserve che non alza i tassi d'interesse e poi il referendum sulla Brexit hanno fatto risalire il prezzo del metallo giallo nel corso della prima metà del 2016, cresciuto dai minimi di 1061$/oz toccati a dicembre (appena dopo il primo e fin'ora unico rialzo dei tassi Usa) fino ai 1370 dollari per oncia di luglio. Vediamo dunque le previsioni aggiornate sul prezzo dell'oro e gli elementi principali che influenzeranno le quotazioni, per capire se conviene comprare oro e investire nel bene rifugio per eccellenza (anche se va detto che ormai questo ruolo dovrebbe essere riservato al dollaro americano).

Quotazioni oro 2016: il punto dopo la Brexit

Il prezzo dell'oro lo scorso anno rimase stabile tra 1100 e 1200 dollari l'oncia nonostante la crisi in Grecia e gli attacchi speculativi cinesi. Giunto al minimo di 1061.30 dollari l'oncia il 31 dicembre 2015, ha poi cominciato a risalire e nei mesi di febbraio e marzo 2016 il prezzo dell'oro si è impennato rispetto ai valori degli mesi precedenti: se il 2 febbraio ha toccato i 1130$/oz (record da tre mesi), lunedì 8 le quotazioni erano a 1194 dollari, poi dall'11 febbraio si è piazzato stabilmente sopra i 1200 dollari l'oncia veleggiando verso i 1300. Gli analisti hanno evidenziato fattori quali il mancato rialzo dei tassi d'interesse americani, il potenziamento del Quantitative Easing della BCE, l'inflazione che non riparte, l'andamento dei prezzi del petrolio e delle materie prime in recupero dopo il crollo, la domanda di oro cinese e indiana, oltre ovviamente alla situazione economico-finanziaria e geopolitica internazionale. Infine, col referendum sulla Brexit del 23 giugno 2016, che ha stabilito la volontà popolare di far uscire la Gran Bretagna dall'Unione Europea, le quotazioni oro sono salite ancora fino a 1371.79 $/oz il 6 luglio [NB: per gli analisti l'effetto-Brexit non durerà a lungo, ha spinto in alto il prezzo ma il "turbo" messo nelle prime settimane si raffredderà; comunque è un elemento che terrà su le quotazioni come spiegato più sotto].

grafico prezzo oro e previsioni quotazioni
Grafico ottenuto in data 12 luglio con lo strumento di BorsaInside.

Influenza della Brexit e del dollaro sul prezzo dell'oro

L'effetto della Brexit (per ora annunciata dopo il referendum consultivo ma a quanto pare inevitabile) sul rialzo delle quotazioni dell'oro è innegabile, ma siccome l'oro si compra in dollari c'è un limite a questo effetto, ovvero la stessa influenza del dollaro sui prezzi dell'oro: il biglietto verde si è rafforzato immediatamente dopo il referendum britannico, confermando il suo ruolo di primo bene rifugio al mondo [cfr l'analisi Brexit e Previsioni Forex su Cambio Euro-Sterlina, Sterlina-Dollaro e Altre Valute], rendendo quindi l'oro relativamente più caro per gli investitori non statunitensi e limitandone gli acquisti.

Il dollaro USA è in un periodo di grande forza (la lieve flessione tra fine 2015 e inizio 2016 è stata superata a causa degli eventi, nonostante gli stessi eventi abbiano costretto la Fed Usa a rinviare i rialzi dei tassi d'interesse) e le previsioni sull'andamento dell'euro-dollaro nel 2016 lo confermano.

Come affermavano già lo scorso anno gli analisti di Citigroup "il metallo giallo sembra aver perso il suo smalto come investimento sicuro, nonostante un tumultuoso periodo per i mercati finanziari globali". Se si vuole fare profitto in ogni caso forse conviene darsi al trading sull'oro per guadagnare su rialzi e ribassi delle quotazioni, anche se in realtà col dollaro forte costa di più detenere il metallo giallo.

Bassa inflazione e guerra valutaria limitano le quotazioni dell'oro

L'inflazione resta bassa nelle principali economie mondiali perchè la crescita è sì ripartita ma è ancora debole -tranne forse negli USA- ed anche col prezzo del petrolio e delle materie prime in ripresa ma sempre basso appare difficile che risalga considerevolmente, tanto che il Quantitative Easing della BCE è stato potenziato perchè sta portando con troppa lentezza agli effetti voluti [il 10 marzo annunciato un nuovo potenziamento del QE, l'8 settembre la conferma coi numeri attuali e un accenno alla possibilità che possa durare oltre marzo 2017, come in realtà appare probabile]. Dato che l'oro è visto anche come una copertura contro l'inflazione c'è pure questo "ostacolo" ad una esplosione delle quotazioni nonostante la Brexit e le difficoltà economiche mondiali.

Nemmeno il dollaro forte ha intaccato questa situazione: in genere quando l'USD prende quota lo fa anche il metallo giallo, ma in questo caso bisogna specificare che il rafforzamento del biglietto verde dipende anche da un "voluto" o comunque preventivato indebolimento dell'euro, dello yen, della sterlina, del franco, del rublo (c'è in atto come saprete una "guerra valutaria" tra le potenze mondiali): nei confronti di queste monete l'oro è aumentato di prezzo. Bisognerà aspettare i prossimi mesi (o forse il 2017) quando la Fed USA alzerà i tassi d'interesse e vedere cosa accade.

Previsioni oro: elementi che spingono le quotazioni

Se i precedenti fattori concorrono a tenere a bada il prezzo dell'oro, resta comunque che adesso il metallo giallo è appetibile e per molti analisti conviene investire in oro adesso: l'effetto Brexit c'è comunque e le condizioni dell'economia mondiale non sono eccezionali, dunque le quotazioni potrebbero continuare a salire nel breve-medio termine. Quota 1400 dollari non è lontana, Bank of America Merryl Linch vede i 1500 dollari per fine 2016, c'è chi dice che il prezzo potrebbe salire del 40% e vede un 1920$/oz entro 18 mesi (Juerg Kiener, managing director e ceo di Swiss Asia Capital): per quanto detto sopra forse è troppo, comunque vediamo ora quali elementi spingono verso l'alto le quotazioni dell'oro.

La previsione bullish sull'oro si regge sulle difficoltà dell'economia mondiale che la Brexit accentuerà soprattutto in Europa, anche se come detto nell'articolo Effetti della Brexit sull'Economia: Conseguenze sugli Investimenti non ci sarà un'apocalisse e le autorità finanziarie hanno già pronte le contromisure almeno per tamponare la situazione.

Proprio tali contromisure, in pratica un'ulteriore espansione del Quantitative Easing della BCE e concomitanti politiche monetarie accomodanti da parte delle banche centrali nazionali europee (ribadiamo inoltre che la Fed ha rinviato ancora i rialzi dei tassi e c'è una sorta di guerra valutaria tra le banche centrali, ad esempio la Bank of Japan ha introdotto tassi d'interesse negativi per la prima volta nella storia), porteranno i rendimenti sul mercato obbligazionario dei principali bond governativi a livelli ancora più bassi, ancor più verso lo zero e pure sotto (pure i Treasuries USA a 10 anni sono ai minimi di sempre all'1.44%, i trentennali rendono appena il 2.23). Anche l'inflazione nulla e ai limiti della deflazione concorre ai bassi rendimenti delle obbligazioni governative: come detto sopra è sì un fattore che tiene a bada le quotazioni oro, ma si suppone che sarà più forte la spinta verso l'alto che darà appunto la situazione del mercato obbligazionario.

Infatti molti investitori hanno ormai dei costi nel detenere bond con rendimenti nulli o sottozero e cercano altri strumenti per coprirsi dalle turbolenze politiche e finanziarie: piuttosto che caricarsi di un costo gli investitori acquisteranno oro, che per quanto offra un rendimento nullo sarebbe pur sempre meglio di una perdita.

Le previsioni per le quotazioni oro sono dunque di crescita anche se le contraddizioni dei fattori in gioco la limiteranno. Più sotto un focus sulla domanda di oro fisico di Cina e India, fattore a sé stante ma che sostiene i prezzi.


Domanda di oro fisico debole, ma attenzione a Cina e India

Appena la quotazione oro cominciò a scendere nel 2013 molti investitori si fiondarono all'acquisto, in particolare gli investitori istituzionali cinesi e indiani, in seguito assenti: oltre ad aver già "rimpinguato le scorte", ulteriori acquisti sono frenati ad esempio dalla campagna del Governo cinese per incoraggiare gli investitori a comprare titoli azionari.
Da notare che quando c'è stato il crollo della Borsa cinese nell'estate 2015, per avere maggiore liquidità per coprire le perdite e comprare azioni il cui prezzo si era ridotto gli investitori cinesi hanno venduto grandi quantità di oro fisico. Come ha infatti detto in tale occasione Philip Klapwijk di Precious Metal Insights "il sovrapprezzo alla Shanghai Gold Exchange è straordinariamente basso per il livello di prezzo a cui siamo arrivati e questo indica che il mercato del bene materiale in questo momento è debole, in Cina. E anche in India, dove è scambiato sotto la pari. Il mercato fisico non interviene a sorreggere il prezzo".

Attenzione però al ruolo della domanda di oro fisico in Cina e India da parte della popolazione: in entrambi i paesi stanno aumentando i salari medi, la popolazione continua a crescere ed è molto giovane, l'oro è uno status symbol con alto valore sociale. L'attrazione verso il metallo giallo è fortissima, pensate che da sola la popolazione indiana possiede circa 22 mila tonnellate di oro su un totale mondiale di circa 179 mila tonnellate e la dote delle donne che si sposano contiene mediamente 200 g di oro. Attualmente in India ci sono 6 milioni di matrimoni l'anno circa, si prevede che per il 2022 tale numero possa arrivare anche a 15 milioni, dando una spinta incredibile agli acquisti di oro fisico e quindi al suo prezzo.

Per la Cina bisogna anche aggiungere anche che le autorità di Pechino vogliono riserve d'oro sempre più importanti per aumentare la propria potenza finanziaria, già elevata: se l'economia cinese si lasciasse alle spalle la fiacchezza degli ultimi anni, ecco che le quotazioni dell'oro ne riceverebbero beneficio per via dell'aumentata domanda del gigante asiatico.

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