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Investimenti 2016 in Obbligazioni: le Previsioni degli Analisti

martedì 19 gennaio 2016 Aggiornato il:

Conviene investire in obbligazioni nel 2016 ? Quest'anno sarà di certo particolare e gli elementi che i risparmiatori dovranno considerare per investimenti sicuri non saranno pochi né lineari (ne abbiamo parlato in Come investire nel 2016, i rischi da considerare). Tra gli investimenti più sicuri ci sono da sempre le obbligazioni, anche se in realtà negli ultimi anni le cose sono cambiate parecchio: basti citare l'aumento esponenziale dei bond corporate high yield e delle obbligazioni dei Paesi Emergenti, che hanno trasformato il "tranquillo" settore degli investimenti in obbligazioni in un calderone dove sì, ci sono più opportunità, ma nel quale i rischi si sono moltiplicati (lasciamo perdere in questa sede la vicenda delle obbligazioni di Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti perchè relativa a casi di salvataggi bancari col bail-in). Per dare qualche informazione in più vediamo dunque alcune previsioni per gli investimenti in obbligazioni nel 2016, in particolare degli analisti di Pimco, azienda di gestione globale degli investimenti fondata nel 1971 con sede a Newport Beach, California, e di Saxo Bank.
Leggi anche: Meglio azioni o bond per investire nel 2016 ?

Previsioni per investire in obbligazioni 2016: per Saxo Bank c'è poca liquidità, attenzione alle mosse della Fed Usa

Simon Fasdal è tra i principali analisti di Saxo Bank, banca d'affari nata nel 1992 in quel di Danimarca. Per il 2016 del mercato obbligazionario mette in guardia innanzi tutto sul basso livello di liquidità, tanto che mette in guardia: potremmo tornare ad una situazione simile a quella del 2008 quando ci fu il crack del credito che precedette la crisi finanziaria mondiale.
"La liquidità è a un livello bassissimo da molto tempo e questo è causato dalle più rigide normative applicate alle banche e alle istituzioni finanziarie. Moltissimi operatori hanno ridotto le operazioni di trading sui bond: è esemplare in tal senso il ritiro di Credit Suisse, uno dei principali dealer nei titoli di stato europei. Il risultato della riduzione del bilancio e del trading dei titoli da parte delle istituzioni finanziarie è che abbiamo perso l'air-bag. Se guardiamo alla turbolenza come risultato dell’incremento dei tassi, la caduta dei prezzi sarà più ampia del normale, dal momento che, semplicemente, non ci saranno più acquirenti sul mercato".
In effetti basta pensare ai numeri del mercato obbligazionario statunitense che tra il 2014 e il 2015 è passato da 24 trilioni a poco meno di 40 trilioni di dollari (attenzione: in italiano "trilione" equivale a un miliardo di miliardi, negli USA invece è mille miliardi), una crescita enorme ma che ha accentuato i problemi di illiquidità.

Gli investimenti in bond sono cresciuti tantissimo in tutto il mondo e parte di questa crescita è dovuta ai tassi d'interesse al minimo, sia negli Usa che in Europa (vedasi gli effetti del Quantitative Easing del BCE) e ovunque, in particolare sono cresciute le emissioni - e gli acquisti ovviamente - di corporate bond, cioè obbligazioni societarie (di aziende private, eventualmente operanti in settori pubblici), con grandi acquisti da parte dei fondi comuni e degli hedge fund: la situazione è quella di un mercato molto simmetrico, concentrato, quindi più esposto alle crisi. Simon Fasdal a tal proposito mette in guardia:
"Noi di Saxo Bank ci sentiamo di consigliare agli investitori una certa cautela del trading di ETF e di altri prodotti finanziari, in particolar modo se gli asset sottostanti sono posizionati sui bond ad alto rendimento. La turbolenza del mercato potrebbe infatti portare ad ulteriori chiusure di fondi, come abbiamo visto nel caso di Third Avenue Management".
previsioni per investire in obbligazioni nel 2016Immancabile ovviamente una previsione sugli effetti dell'aumento dei tassi d'interesse statunitensi: se la Yellen ha ribadito che le scelte saranno estremamente prudenti, ovvero con piccoli e graduali aumenti (cfr il report Tassi d'Interesse USA e Investimenti in Borsa, Obbligazioni e Titoli di Stato), il pericolo è appunto che si agisca con troppa aggressività o che i mercati reagiscano in maniera inaspettata, magari mal interpretando le azioni della banca centrale americana (che ha una bella patata bollente da gestire). Di certo le previsioni per il mercato delle obbligazioni 2016 non sono per un crollo (forse è il caso di specificare ulteriormente che si intende, in questa analisi, soprattutto i bond corporate e gli high yield visto che per la maggior parte dei Titoli di Stato, per lo meno europei e americani, si prevede una certa stabilità) ma Fasdal sottolinea comunque che
"Lincremento dei tassi da parte della Federal Reserve potrà giocare un ruolo cruciale. La Yellen fonderà la politica dei tassi sui dati economici e questo approccio di laissez-faire presenta un quadro frammentato difficile da interpretare da parte degli investitori. Se infatti l'incremento dei tassi dovesse essere più aggressivo del previsto, potrebbe portare a un importante sell-off nei corporate bond nel momento in cui gli investitori chiedono maggiori ritorni".

Investimenti in obbligazioni 2016, le previsioni di Pimco: rischiando si possono trarre profitti ma attenzione a diversi elementi

La strategia d'investimento nel mercato obbligazionario di Pimco sarà nel 2016 in espansione, con prevalenza di investimenti in obbligazioni investment grade e high yield a breve scadenza ma anche nel capitale bancario in Europa (anche dei paesi periferici) e del debito bancario statunitense, mantenendo una duration prossima alla neutralità e scadenze intermedie per i portafogli europei, mentre per quelli extraeuropei Pimco prevede di restare sottopeso di duration perché i premi a termine lungo le curve dei rendimenti sono generalmente bassi nell'insieme dei mercati sviluppati ma anche - soprattutto - per via delle pressioni su mercati che inevitabilmente metteranno i rialzi dei tassi da parte della Fed.

Se comunque gli analisti di Pimco ritengono che le mosse della Federal Reserve saranno particolarmente prudenti (stimano l'attuale tasso ufficiale neutrale per gli Stati Uniti intorno al 2,5%, a fronte del 4,25% storico), vedono tra i pericoli per gli investimenti nel 2016 la possibilità di due rialzi consecutivi oltre lo 0,25%. Sempre per quel che riguarda le politiche macroeconomiche, Pimco ritiene che. a parte quella americana e forse quella inglese - le principali banche centrali mondiali (europea, giapponese, cinese su tutte) continueranno con le politiche espansive, il che porterà ad un rafforzamento del dollaro.

Questi i principali punti delle previsioni economico-finanziarie degli analisti di Pimco e che orienteranno gli investimenti in obbligazioni nel 2016:
  • crescita globale al 2.6%, del 2-2.5% per quella americana, dell'1.5% per quella dell'Eurozona
  • effetti del QE della BCE positivi sul mercato del credito e sulla riduzione degli spread nei tassi bancari attivi nell'insieme dei paesi periferici
  • inflazione europea in risalita all'1% grazie al deprezzamento dell'euro e alla prevedibile risalita delle quotazioni del petrolio, ma ancora distante dal 2% e quindi ulteriori pressioni sulla BCE per un ulteriore potenziamento del Quantitative Easing
  • inflazione statunitense: o inizia a risalire nel 2016 o ci saranno ulteriori "delusioni al ribasso"
  • crescita dell'economia britannica intorno al 2% ma attenzione al referendum sulla permanenza in Europa che potrebbe portare alla "Brexit" (ritenuta improbabile ma che nel caso ridurrebbe il Pil europeo dell'1-1.5%)
  • attenzione massima alla Cina: la crescita non sarà più stellare come in passato ma sempre di livello, le difficoltà saranno però per il necessario passaggio ad un'economia di servizi trainata dalla domanda interna
  • Paesi Emergenti e mercato delle materie prime come fonti di volatilità, come nel 2015
  • come gli analisti di Saxo Bank, anche quelli di Pimco mettono in guardia sulla scarsa liquidità del mercato obbligazionario

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