29 novembre 2016

Banche in Crisi: Monte Paschi Siena, Banca Carige e Altre, Ci Sono Rischi per Correntisti, Azionisti e Risparmiatori?

Rischio fallimento per Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena? Probabilmente no: per quanto abbiano problemi di capitalizzazione e crediti in sofferenza, con la BCE e Bankitalia che preparano test e sorvegliano, appare alquanto improbabile che le due banche vadano in default (attualmente non sono commissariate né in amministrazione controllata). Su UniCredit, altra banca al centro delle cronache finanziarie nei mesi estivi, ancora meno dubbi: la si tira in mezzo perchè è la seconda banca italiana e tra le principali in Europa, ma la situazione patrimoniale e dei crediti in sofferenza non è sconvolgente come alcuni la dipingono. Ovvio però che i clienti con un conto corrente o deposito e i risparmiatori con azioni e obbligazioni siano in apprensione e valutino con attenzione le notizie. Ribadiamo che nonostante la difficile situazione (il titolo MPS ha subito parecchi crolli in Borsa, cosa chiaramente negativa per chi detiene azioni, e c'è chi teme che le cose possano peggiorare in caso di vittoria del NO al referendum del 4 dicembre), non essendo ad ora prospettabile la necessità di un salvataggio bancario con le nuove norme del bail-in, conti e obbligazioni non sono a rischio anche se chi ha investito in azioni non se la passa bene. Facciamo dunque il punto della situazione in generale per capire cosa sta accadendo e diamo alcune indicazioni per clienti e risparmiatori.

Crisi delle banche per crediti deteriorati, la situazione di Monte Paschi, Banca Carige e le altre

La BCE durnate il 2016 ha messoin atto una nuova indagine a livello europeo sui crediti in sofferenza (i non performing loans, ovvero i finanziamenti inesigibili per insolvenza del cliente): in Italia le principali banche con problemi di crediti deteriorati sono Monte dei Paschi di SienaBanca Carige, Veneto Banca, Creval, invece Banco Popolare e BPM-Banca Popolare di Milano hanno migliorato la loro situazione con la fusione, mentre UniCredit e Intesa Sanpaolo sono state spesso citate in questi mesi perchè sono le due principali banche italiane ed hanno, in numeri assoluti, la maggior parte dei crediti deteriorati, ma l'incidenza sui loro conti è decisamente inferiore e non preoccupante [tutti i dettagli con alcuni numeri dei bilanci di 12 banche nell'articolo Banche Italiane a Rischio per Crediti Deteriorati].

L'11 luglio Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo, in merito alla situazione delle banche italiane e delle trattative tra governo Renzi con le autorità finanziarie di Bruxelles ha dichiarato quanto segue:
"Le regole non sono vecchie e sono rigide. Prevedono tempi e modi del cosiddetto bail-in. Soluzioni possono essere trovate all'interno delle regole ... No [non sono preoccupato], le parti stanno discutendo in modo costruttivo all'interno di questo quadro. Il problema delle sofferenze non è nuovo. Va risolto gradualmente. Non è una crisi acuta ... Vi saranno sempre banchieri che chiederanno l'aiuto pubblico. Contrasterò questa tendenza molto fermamente. I problemi bancari devono essere risolti in primo luogo nelle banche e dalle banche. Considero problematica la facilità con la quale i banchieri chiedono l'aiuto pubblico" [fonte: Il Sole 24 Ore].
Il 22 luglio Mario Draghi, durante la consueta conferenza stampa dopo il consueto direttivo mensile della BCE, ha aperto alla possibilità di "un paracadute pubblico" alle banche in difficoltà per crediti deteriorati, sempre rispettando i vincoli europei e in casi eccezionali.

Aggiornamenti situazione Monte Paschi Siena - Il 28 novembre è cominciata l'offerta MPS per la conversione in nuove azioni dei bond subordinati, facente parte dell'operazione di salvataggio che prevede un aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro e il deconsolidamento dei 27 miliardi di sofferenze in portafoglio. Il gruppo Generali subito decide di accettare e quindi converte tutti i bond subordinati Mps che ha in portafoglio: il cda ha "valutato favorevolmente" la conversione, la decisione di Generali è stata presa dopo aver esaminato l'offerta pubblica di acquisto volontaria. Si può dare una lettura ottimistica della mossa di generali, in quanto seppur non è nota l'entità precisa dei bond Monte Paschi nel portafoglio di Generali (400 milioni di euro stando a indiscrezioni di mercato), con una quota potenziale nel capitale di MPS stimata intorno all'8% Generali sarebbe ora il primo socio dell’istituto senese.

rischio fallimento monte paschi siena e banca carige?
Sono situazioni preoccupanti, che possono portare al fallimento e quindi all'esigenza di salvataggi bancari con le norme del bail-in? Di certo i fatti relativi a Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFe sono ancora caldissimi, inutile nascondere che i problemi sono nati proprio dai crediti deteriorati per finanziamenti concessi troppo allegramente... ma i casi di MPS e Carige sono differenti per lo meno nei numeri: la percentuale dei crediti in sofferenza sul totale e sul capitale sono inferiori, mentre le dimensioni delle due banche sono decisamente maggiori rispetto alle quattro salvate a fine 2015 con tante polemiche e l'azzeramento di azioni e obbligazioni subordinate.

Certo, il mercato dei credit default swaps (le "assicurazioni" sui default finanziari) ad inizio anno dava un 5.44% di probabilità di fallimento di Monte Paschi Siena nel 2016, contro ad esempio lo 0.11% di Intesa Sanpaolo, ma parliamo comunque della terza banca italiana e si farà di tutto per porre fine alla situazione difficile dovuta ai crediti deteriorati: come non si sa, forse tramite fusione con un altro istituto o creando una "bad bank" in cui raccogliere le sofferenze (stesso discorso per Banca Carige). Ovvio, non si può escludere che si ricorra al bail-in, ma va considerato che con tale procedimento si azzerano in sequenza 1) le azioni 2) se non basta, le obbligazioni subordinate 3) se non basta ancora, le obbligazioni senior non garantite 4) infine si preleva dai conti correnti e deposito oltre i 100.000 euro (non tutto ovviamente): date le dimensioni delle due banche e l'alto numero di clienti e risparmiatori, appare sensato che si cercherà di evitare il più possibile tale soluzione (basti pensare al giustificatissimo caos e all'ancor più giustificata rabbia dei risparmiatori coinvolti nei casi Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFe per capire cosa potrebbe accadere). Comunque le nuove regole europee non escludono a priori gli aiuti pubblici alle banche ma li associano al "contributo" degli investitori: insomma si cerca di mitigare la situazione in varie maniere.


Rischi per correntisti e risparmiatori Monte Paschi Siena, Banca Carige e altri istituti

Vediamo i rischi per i clienti in caso di bail-in, che ribadiamo può essere attivato solo in caso di fallimento di precedenti misure di salvataggio (dunque ad ora siamo molto lontani da una simile situazione: ribadiamo che Banca Carige, MPS e ovviamente UniCredit, BPM e Banco Popolare non sono commissariate nè in "odore di fallimento", riteniamo infatti che ci si stia facendo un po' troppo allarmismo, forse dovuto ai recenti casi già menzionati):
  • correntisti: chi ha un conto corrente o un conto deposito, in caso di fallimento è tutelato fino a 100.000 euro, oltre tale soglia può dover "cedere" una parte dei soldi per aiutare il salvataggio (ovviamente si parla di percentuali limitate)
  • possessori di conto titoli e cassette di sicurezza, clienti delle gestioni patrimoniali, detentori di fondi comuni, Sicav ecc...: nessun rischio in quanto non si tratta di rapporti di credito con la banca ma solo di un servizio di gestione e custodia
  • risparmiatori con azioni, obbligazioni subordinate, obbligazioni senior non garantite: come detto sopra sono quelli che rischiano di più in caso di salvataggio col bail-in (per tutti i dettagli leggete la guida Come funziona il bail-in per salvataggio bancario) e infatti stanno vendendo in questi giorni, ciò spiega i ribassi in Borsa; chi ha obbligazioni senior garantite non rischia nulla
  • nessun rischio per chi ha comprato obbligazioni collocate dalle banche in questione ma emesse da altre aziende: non si è obbligazionisti della banca ma appunto dell'azienda emittente

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