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Rendimenti Titoli di Stato Europei col Quantitative Easing: il Punto Dopo 6 Mesi

giovedì 3 settembre 2015 Aggiornato il:

Conviene investire in obbligazioni governative europee? I rendimenti dei Titoli di Stato dell'Area Euro sono ai minimi "grazie" al QE della BCE, confermato il 3 settembre dopo sei mesi dall'avvio e anzi con la possibilità di continuare oltre al termine inizialmente previsto per settembre 2016 (in più passa dal 25% al 33% la quota di Titoli che la Banca Centrale Europea può comprare ad ogni emissione di uno Stato). Facciamo dunque il punto della situazione in quanto gli investimenti in Titoli di Stato sono storicamente tra i preferiti dai risparmiatori soprattutto per tutelare i propri soldi, mentre per i profitti c'è forse da rivolgersi ad altro anche se qualche possibilità c'è (cfr ad esempio Investire in Btp strippati e Guadagnare coi Titoli di Stato a rendimenti negativi) [Aggiornamento 22 ottobre: la BCE informa che probabilmente potenzierà il QE a partire da dicembre, quindi quanto riportato in questo articolo è più che mai confermato - Aggiornamento 3 novembre: con i rendimenti dei CTz dell'asta del 2 novembre a -0.023% ed i Bot a -0.055%, quanto scritto in questo articolo è più che mai valido].

Come detto la BCE conferma e potenzia il Quantitative Easing [aggiornamento 3 dicembre: la BCE potenzia ed estende il QE, prorogandone il termine da settembre 2016 a marzo 2017, dunque le analisi sui suoi effetti restano più che mai valide]: i motivi sono ovvi, ovvero la lentezza con cui si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissati, in particolare un ritorno a livelli normali di inflazione. In più va considerata l'attuale guerra valutaria tra le potenze finanziarie mondiali che si combatte a colpi di politiche monetarie espansive e svalutazioni, da ultima la svalutazione dello yuan cinese, anche se si è in attesa dei rialzi dei tassi da parte della Fed USA.

Certo ha già fatto parecchio di positivo, ad esempio il QE ha tenuto a freno la volatilità sulle obbligazioni dei paesi periferici dell'Area Euro durante la crisi in Grecia. Da segnalare anche i positivi effetti del QE sui tassi dei mutui, un vero sollievo per molte famiglie e imprese con un finanziamento in corso.

Ma per chi vuole guadagnare investendo in obbligazioni statali europee non è stato certo un fattore positivo: ma chi ancora, nel 2015, spera di avere profitti di un certo valore semplicemente comprando Titoli di Stato come Bot, Bund, Bonos ecc...? I tempi dei "Bot people" sono finiti da un pezzo, sono poche le obbligazioni che offrono rendimenti da tenere -un po'- in considerazione, ad esempio i Btp Italia (anche se essendo legati all'inflazione, non è che ora siano proprio degli investimenti-bomba sotto questo aspetto).

Tuttavia, per chi cerca investimenti sicuri per tutelare i risparmi i Titoli di Stato dei paesi sotto lo "scudo" della BCE hanno ancora molto appeal, tanto che come informa Bloomberg i rendimenti del 23% delle obbligazioni governative europee sono negativi, segno che gli investitori sono ancora disposti a “pagare” per accaparrarsi quei pochi titoli “sicuri” che rimangono sul mercato.

titoli di stato area euro, andamento rendimenti
Dati Bloomberg pubblicati da AdviseOnly
Come potete notare si hanno rendimenti significativi solo per quattro paesi, ovvero i "sorvegliati speciali" Irlanda, Spagna, Italia e Portogallo, in particolare per i bond a lunga scadenza, anche se non sono certo interessi significativi per i quali varrebbe la pena investire con un orizzonte temporale così lungo.

In ogni caso le più aggiornate previsioni sui rendimenti dei Titoli di Stato europei confermano che i tassi sono destinati a rimanere su questi livelli ancora per un bel po’: crescita dell'economia fiacca seppur qualcosa si muove, inflazione sempre ben sotto i livelli programmati (anche per via del crollo dei prezzi di petrolio e altre materie prime) e BCE in azione col Quantitative Easing sono tutti elementi che rafforzano questa situazione.

Certo alcune (piccole?) fiammate dei rendimenti ci possono sempre essere quando la volatilità è innescata da eventi come la crisi in Grecia, ma in questo caso scendono i prezzi e quindi il portafoglio di chi detiene queste obbligazioni ne può risentire.

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