12 agosto 2015

Fondo Pensione o Piano Individuale Pensionistico per la Pensione Integrativa?

La previdenza complementare è in costante crescita visto che è ormai chiaro che una pensione integrativa è necessaria per molti lavoratori dipendenti e autonomi. La pensione integrativa può essere ottenuta principalmente coi fondi pensione, strumenti complessi e di varie tipologie: vediamo un confronto tra fondi pensione aperti o chiusi e Piani Individuali Pensionistici, noti con l'acronimo PIP.

Cosa sono i fondi pensione

Tutti i lavoratori possono accedere a un fondo per la pensione integrativa se si tratta di un fondo aperto.

Fondi pensione aperti: creati e gestiti da banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) o di gestione immobiliare (SIM), vi possono accedere sia i lavoratori autonomi che i lavoratori dipendenti, anche precari, come anche i loro familiari e i senza lavoro.

Fondi pensione chiusi o negoziali: "di categoria", istituiti da accordi tra industrie e sindacati, aperti ai lavoratori dipendenti del settore a cui tali fondi sono dedicati (ad esempio i metalmeccanici hanno il fondo Cometa, i chimici Fonchim, poi citiamo Cooperlavoro per i dipendenti delle cooperative, FondoPoste per i lavoratori di Poste Italiane, FondoSanità per i medici...)

In ogni caso, un fondo pensione è uno strumento finanziario del tipo fondo comune d'investimento, il cui scopo -per chi vi aderisce- è ovviamente accumulare un capitale per la futura pensione.

Al fondo per la pensione integrativa si deve versare costantemente una somma di denaro decisa in partenza: i lavoratori autonomi quanto vogliono, mentre i lavoratori dipendenti possono destinarci il Trattamento di Fine Rapporto se vogliono (possibilità esclusa per i dipendenti pubblici), e inoltre c'è la possibilità di un contributo dell'azienda (cfr la guida TFR al Fondo Pensione e Contributo Aziendale per una Previdenza Complementare ai Massimi Livelli per i dettagli e le stime più aggiornate).

I fondi pensione investono quanto ricevono dai lavoratori aderenti in altri strumenti: azioni, obbligazioni, Etf, Sicav e altro ancora. Come tutti gli investitori devono valutare il rapporto rendimento atteso / rischio e scegliere una strategia adatta, in genere sono "prudenti" anche se ce ne sono di più propensi al rischio e con strategie diversificate. Ogni caso è a sè e il lavoratore deve decidere in maniera autonoma, valutando attentamente.

I rendimenti del fondo pensione e il capitale investito nel tempo dal lavoratore si accumulano (ovvio: per i primi c'è da considerare il rischio, come sempre) e al momento di andare in pensione si avrà una  rendita, appunto una pensione integrativa. E' possibile ritirare subito il 50% del capitale maturato, l'altra metà verra normalmente restituito come rendita periodica. Se al momento del ritiro dal lavoro la pensione integrativa derivante dal fondo pensionistico fosse inferiore al 50% della pensione sociale INPS, si può ritirare tutto quanto immediatamente.

fondi pensione aperti e chiusi

Si può ritirare in parte o al 100% quanto maturato nel fondo pensione prima del ritiro dal lavoro solo per motivi urgenti: disoccupazione, acquisto nuova casa, problemi di salute (approfondiremo questo aspetto in seguito).

Ovviamente bisogna valutare con attenzione l'aspetto fiscale, visto che la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione è aumentata dall'11% al 20% (governo Renzi), il che porta ad una riduzione della rendita da pensione integrativa; rimane a 5164.57€ il massimo deducibile nella dichiarazione dei redditi.

Consigli per investire in un fondo pensione per la previdenza complementare:
  • chi ne ha la possibilità scelga i fondi chiusi, comunque in ogni caso fondi pensione con una strategia d'investimento prudente perchè è più importante la sicurezza rispetto ai grossi guadagni in conto capitale
  • sfruttate al meglio il vantaggio della deduzione fiscale per i versamenti ai fondi pensione: evitate di investire in un fondo pensione più del limite dei 5164.57€, oltre tale somma potrebbe convenire fare da sè con altri prodotti (ad esempio i buoni fruttiferi postali); qui le proiezioni più aggiornate sui vantaggi fiscali dei fondi pensione
Vantaggi fiscali fondo pensione e Piano Individuale Pensionistico
Reddito annuo lordo Aliquota marginale Irpef Versamento al fondo o al PIP Risparmio fiscale
€ 15.000 23% € 5.164,57 € 1.187,85
€ 28.000 27% € 5.164,57 € 1.394,43
€ 55.000 38% € 5.164,57 € 1.962,53
€ 75.000 41% € 5.164,57 € 2117,47
Leggi anche: Polizze Miste per Assicurazione Vita e Pensione Integrativa

Differenze fondo pensione e Piano Individuale Pensionistico

Dal 2007 i Piani Individuali Pensionistici sono stati equiparati ai fondi pensione, diventando soggetti alle stesse norme e regole su riscatto, reversibilità ecc... e allo stesso regime fiscale (dunque stessa tassazione e deducibilità). Rimangono però sostanziali differenze:
  • un PIP è "una forma pensionistica individuale realizzata attraverso la sottoscrizione di contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale, stipulati con imprese di assicurazioni autorizzate dall’IVASS", il cui regolamento è "redatto in base alle direttive impartite dalla COVIP e dalla stessa preventivamente approvato, recante disposizioni circa le modalità di partecipazione, il trasferimento delle posizioni individuali verso altre forme pensionistiche, la comparabilità dei costi e dei risultati di gestione e la trasparenza dei costi e delle condizioni contrattuali"
  • essendo nella forma di assicurazione sulla vita, un Piano Individuale Pensionistico può essere sottoscritto, oltre che dai lavoratori dipendenti e autonomi nonchè dai disoccupati, anche per un minore (al compimento del 18esimo anno ne assumerà la titolarità definitiva) o per chi è fiscalmente a carico
  • i PIP sono pù articolati dei fondi pensione: prevedono bonus, rimborsi in caso di decesso, ci possono essere clausole particolari (sempre però approvate dalle autorità, come detto sopra); soprattutto possono avere più linee di investimento, quindi il titolare deve scegliere come suddividere i flussi contributivi; queste caratteristiche, tipiche degli strumenti assicurativi, non sono sempre vantaggiose perchè causa di costi di sottoscrizione, versamento e gestione superiori rispetto ai fondi pensione
NB: la previdenza complementare è indipendente dalla scelta di versare contributi volontari all'INPS.

Pensione integrativa: meglio un fondo pensione o un Piano Individuale Pensionistico?

La convenienza di investire il TFR nella previdenza complementare o dedicarci una apposita quota del proprio reddito appare ormai chiara e gli stessi analisti lo consigliano: ma quale strumento scegliere?

Oltre ad una più facile gestione con anche minori costi, in genere i fondi pensione hanno questi vantaggi sui PIP:
  • non c'è obbligo di versamento: si può versare in un fondo pensione ciò che si vuole quando si vuole, mentre con un PIP c'è l'obbligo di versare le rate secondo il piano scelto
  • i fondi pensione sono più flessibili: è possibile, con diversi intermediari, scegliere il tipo di gestione a cui afferire e modificare questa scelta nel tempo (si consiglia in genere una linea di gestione a base azionaria nella prima fase, poi passare gradualmente all’obbligazionario mentre ci si avvicina alla pensione)

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