30 novembre 2017

Pensione Integrativa: Meglio un Fondo Pensione o un Piano Individuale Pensionistico?

Cosa sono i fondi pensione aperti e chiusi, le differenze con i Piani Individuali Pensionistici per la pensione integrativa.
La previdenza complementare è in costante crescita visto che è ormai chiaro che una pensione integrativa è necessaria per molti lavoratori dipendenti e autonomi. La pensione integrativa può essere ottenuta principalmente coi fondi pensione, strumenti complessi e di varie tipologie: vediamo un confronto tra fondi pensione aperti o chiusi e Piani Individuali Pensionistici, noti con l'acronimo PIP. Cominciamo l'esame dei due prodotti con i primi, i fondi pensione, proseguendo con le differenze tra fondi pensione e Piani Individuali Pensionistici, concludendo con alcune considerazioni per accennare una risposta alla domanda "per la pensione integrativa è meglio il fondo pensione o il Piano Individuale Pensionistico?".

Cosa sono i fondi pensione - Tutti i lavoratori possono accedere a un fondo per la pensione integrativa se si tratta di un fondo aperto, mentre i fondi pensione chiusi sono "di categoria":
  • Fondi pensione aperti: creati e gestiti da banche, assicurazioni, società di gestione del risparmio (SGR) o di gestione immobiliare (SIM), vi possono accedere sia i lavoratori autonomi che i lavoratori dipendenti, anche precari, come anche i loro familiari e i senza lavoro
  • Fondi pensione chiusi o negoziali: "di categoria", istituiti da accordi tra industrie e sindacati, aperti ai lavoratori dipendenti del settore a cui tali fondi sono dedicati (ad esempio i metalmeccanici hanno il fondo Cometa, i chimici Fonchim, poi citiamo Cooperlavoro per i dipendenti delle cooperative, FondoPoste per i lavoratori di Poste Italiane, FondoSanità per i medici...)
In ogni caso, un fondo pensione è uno strumento finanziario del tipo fondo comune d'investimento, il cui scopo - per chi vi aderisce - è ovviamente accumulare un capitale per la futura pensione.

Al fondo per la pensione integrativa si deve versare costantemente una somma di denaro decisa in partenza: i lavoratori autonomi quanto vogliono, mentre i lavoratori dipendenti possono destinarci il Trattamento di Fine Rapporto se vogliono (possibilità esclusa per i dipendenti pubblici), e inoltre c'è la possibilità di un contributo dell'azienda (cfr la guida TFR al Fondo Pensione e Contributo Aziendale per una Previdenza Complementare ai Massimi Livelli per i dettagli e le stime più aggiornate).

Come detto, essendo fondi comuni di investimento i fondi pensione investono quanto ricevono dai lavoratori aderenti in altri strumenti: azioni, obbligazioni, Etf, Sicav e altro ancora. Come tutti gli investitori devono valutare il rapporto rendimento atteso / rischio e scegliere una strategia adatta, in genere sono "prudenti" anche se ce ne sono di più propensi al rischio e con strategie diversificate. Ogni caso è a sè e il lavoratore deve decidere in maniera autonoma, valutando attentamente.
rendimenti dei migliori fondi pensione
Tabella ottenuta in data 30 novembre 2017 con
lo strumento de Il Sole 24 Ore.
Cosa si ha in cambio se si investe in un fondo pensione, che tasse si pagano - I rendimenti del fondo pensione e il capitale investito nel tempo dal lavoratore si accumulano (ovvio: per i primi c'è da considerare il rischio, come sempre) e al momento di andare in pensione si avrà una rendita, appunto una pensione integrativa. E' possibile ritirare subito il 50% del capitale maturato, l'altra metà verra normalmente restituito come rendita periodica. Se al momento del ritiro dal lavoro la pensione integrativa derivante dal fondo pensionistico fosse inferiore al 50% della pensione sociale INPS, si può ritirare tutto quanto immediatamente. Si può ritirare in parte o al 100% quanto maturato nel fondo pensione prima del ritiro dal lavoro solo per motivi urgenti: disoccupazione, acquisto nuova casa, problemi di salute (approfondiremo questo aspetto in seguito).

Ovviamente bisogna valutare con attenzione l'aspetto fiscale, visto che la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione è aumentata dall'11% al 20% (governo Renzi), il che porta ad una riduzione della rendita da pensione integrativa; rimane a 5164.57€ il massimo deducibile nella dichiarazione dei redditi.
fondi pensione aperti e chiusi
NB: la previdenza complementare è indipendente dalla scelta di versare contributi volontari all'INPS.
Consigli per investire in un fondo pensione per la previdenza complementare:
  • chi ne ha la possibilità scelga i fondi chiusi, comunque in ogni caso fondi pensione con una strategia d'investimento prudente perchè è più importante la sicurezza rispetto ai grossi guadagni in conto capitale
  • sfruttate al meglio il vantaggio della deduzione fiscale per i versamenti ai fondi pensione: evitate di investire in un fondo pensione più del limite dei 5164.57€, oltre tale somma potrebbe convenire fare da sè con altri prodotti (ad esempio i buoni fruttiferi postali); qui le proiezioni più aggiornate sui vantaggi fiscali dei fondi pensione
Vantaggi fiscali fondo pensione e Piano Individuale Pensionistico
Reddito annuo lordo Aliquota marginale Irpef Versamento al fondo o al PIP Risparmio fiscale
€ 15.000 23% € 5.164,57 € 1.187,85
€ 28.000 27% € 5.164,57 € 1.394,43
€ 55.000 38% € 5.164,57 € 1.962,53
€ 75.000 41% € 5.164,57 € 2117,47
Leggi anche: Polizze Miste per Assicurazione Vita e Pensione Integrativa
Differenze tra ondo pensione e Piano Individuale Pensionistico - Dal 2007 i Piani Individuali Pensionistici sono stati equiparati ai fondi pensione, diventando soggetti alle stesse norme e regole su riscatto, reversibilità ecc... e allo stesso regime fiscale (dunque stessa tassazione e deducibilità). Rimangono però sostanziali differenze:
  • un PIP è "una forma pensionistica individuale realizzata attraverso la sottoscrizione di contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale, stipulati con imprese di assicurazioni autorizzate dall’IVASS", il cui regolamento è "redatto in base alle direttive impartite dalla COVIP e dalla stessa preventivamente approvato, recante disposizioni circa le modalità di partecipazione, il trasferimento delle posizioni individuali verso altre forme pensionistiche, la comparabilità dei costi e dei risultati di gestione e la trasparenza dei costi e delle condizioni contrattuali"
  • essendo nella forma di assicurazione sulla vita, un Piano Individuale Pensionistico può essere sottoscritto, oltre che dai lavoratori dipendenti e autonomi nonchè dai disoccupati, anche per un minore (al compimento del 18esimo anno ne assumerà la titolarità definitiva) o per chi è fiscalmente a carico
  • i PIP sono pù articolati dei fondi pensione: prevedono bonus, rimborsi in caso di decesso, ci possono essere clausole particolari (sempre però approvate dalle autorità, come detto sopra); soprattutto possono avere più linee di investimento, quindi il titolare deve scegliere come suddividere i flussi contributivi; queste caratteristiche, tipiche degli strumenti assicurativi, non sono sempre vantaggiose perchè causa di costi di sottoscrizione, versamento e gestione superiori rispetto ai fondi pensione
Per la pensione integrativa è meglio un fondo pensione o un Piano Individuale Pensionistico? - La convenienza di investire il TFR nella previdenza complementare o dedicarci una apposita quota del proprio reddito appare ormai chiara e gli stessi analisti lo consigliano: ma quale strumento scegliere? Oltre ad una più facile gestione con anche minori costi, in genere i fondi pensione hanno questi vantaggi sui PIP:
  • non c'è obbligo di versamento: si può versare in un fondo pensione ciò che si vuole quando si vuole, mentre con un PIP c'è l'obbligo di versare le rate secondo il piano scelto
  • i fondi pensione sono più flessibili: è possibile, con diversi intermediari, scegliere il tipo di gestione a cui afferire e modificare questa scelta nel tempo (si consiglia in genere una linea di gestione a base azionaria nella prima fase, poi passare gradualmente all’obbligazionario mentre ci si avvicina alla pensione)

Nessun commento: