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Investimenti: Spread Btp-Bund o Spread Usa-Germania?

giovedì 18 giugno 2015 Aggiornato il:

Lo spread tra i Bund tedeschi e i Treasury Bond (Titoli di Stato Usa decennali) sta diventando un parametro da valutare più importante che lo spread Btp-Bund per gli investimenti e gli analisti concordano con gli investitori: tenere in conto tale differenziale allarga il confronto oltre i confini europei. Se lo spread tra i Titoli di Stato decennali italiani e tedeschi può dare idea all'investitore italiano della situazione del debito pubblico del nostro Paese e del suo costo, della differenza d'inflazione tra Italia e Germania, di quanto costa un mutuo a tasso fisso al di qua delle Alpi, perchè stabilità e solidità dei conti tedeschi è un valore di riferimento per tutti (non fatevi ingannare dai rendimenti dei Bund in salita, è normale a causa del QE e dei suoi effetti), lo spread tra i Bond americani e i Titoli germanici inserisce altri importanti elementi: le diverse politiche monetarie della BCE e della Federal Reserve, l'andamento euro-dollaro, il prezzo del petrolio.

Per i propri investimenti è dunque bene analizzare lo spread Bund-Bond, non solo nel suo andamento nominale ma nelle sue cause. I rendimenti dei Titoli di Stato sono la sintesi di complicate valutazioni finanziarie e di mercato nelle quali rientrano le aspettative su inflazione, produzione, politiche monetarie, azioni dei governi ecc... Inoltre tenere d'occhio i vari spread è fondamentale perchè per chi vuole investire in obbligazioni in valute estere il rischio di cambio è tra gli elementi da considerare primariamente.

L'andamento dello spread Bund tedeschi - Bond americani (entrambi a 10 anni, come i nostri Btp) è sceso dai 200 punti di fine aprile, quota raggiunta dopo un periodo di crescita, a 150 punti di giugno: nello stesso periodo si è registrato un rafforzamento dell'euro sul dollaro (quando lo spread Usa-Germania aumenta, il dollaro si apprezza sull'euro).
Leggi anche: Previsioni Andamento Euro Dollaro 2015: la Parità È Dietro l'Angolo?
Cosa se ne deduce? Innanzi tutto che le prospettive sull'economia statunitense sono migliori che quelle sull'economia europea e d'altra parte gli attuali dati macro lo confermano, visto che crescita nominale nell'Area Euro è attualmente al 2.5%, negli USA al 4.5%.

Ma lo spread Usa-Germania riflette nel suo andamento anche le attese sulle politiche monetarie delle banche centrali: ormai è noto che la Fed USA sta per alzare i tassi d'interesse, mentre la BCE è nel pieno del Quantitative Easing e fino al 2017 si prevede che manterrà i tassi di riferimento al minimo o comunque molto bassi. Tutto questo si riflette sui rendimenti dei Titoli di Stato e quindi sugli spread, il cui andamento fa analizzato per cogliere i sentiment di mercato.

Chiudiamo con le dichiarazioni sullo spread Bond USA - Bund tedeschi dell'Ufficio Studi di Copernico Sim pubblicate pochi giorni fa su Il Sole 24 Ore:
"Negli ultimi otto anni si è manifesta una tendenza tale per cui in momenti di incertezza sui mercati lo spread tra il decennale statunitense e quello tedesco si restringeva; questo fenomeno si è verificato durante la crisi dei mutui subprime del 2008, durante la crisi del debito europeo nel 2011 e con le tensioni relative alla conclusione del “Qe” statunitense nel 2013. Al termine di questo primo semestre del 2015 stiamo assistendo ad una correzione generalizzata dei mercati e a un diffuso nervosismo degli operatori che potrebbe confermare questo trend storico. Nell'attuale contesto di mercato le valutazioni di questi titoli sono influenzate in modo preponderante dalle manovre straordinarie di polita monetaria intraprese dalle rispettive banche centrali. Di conseguenza è lecito attendersi un rialzo dei rendimenti del decennale statunitense e una certa stabilità per quello tedesco".

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