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Diritto di Recesso dal Prestito Personale e Estinzione Anticipata, Differenze

mercoledì 6 maggio 2015 Aggiornato il:

Finanziamenti per credito al consumo: come funziona il diritto di ripensamento e l'estinzione anticipata - Come per altre tipologie di prodotti e di contratti anche per il prestito personale il consumatore ha diritto di recedere dal contratto, ovviamente rispettando le dovute tempistiche stabilite dalle norme finanziarie e in ogni caso con dei costi. Specifichiamo subito che quanto scriviamo vale solo per i prestiti personali, non finalizzati e neanche per i mutui, inoltre è una cosa diversa dall'estinzione anticipata.

Il diritto di recesso dal contratto di prestito personale si può esercitare entro 14 giorni dalla firma, non ha alcun costo e il cliente non deve dare alcuna spiegazione sul perchè vuole rescindere il contratto. Questo quanto stabilisce la legge di riforma del credito.

Il diritto di ripensamento o diritto di recesso da un prestito può anche essere esercitato nel caso in cui la somma sia già stata erogata: in fondo le procedure per il rilascio del finanziamento sono ormai molto veloci; la somma va restituita per intero alla banca o alla finanziaria entro 30 giorni dall'avvenuta erogazione, si dovranno pagare gli interessi maturati in questo arco di tempo (dalla firma del contratto alla disdetta) più eventuali somme che l'istituto di credito ha già provveduto a versare alla pubblica amministrazione.

Per quel che riguarda l'estinzione anticipata, non vi è alcuna spesa, nulla totale, se l'importo da restituire è sotto i 10.000€, mentre se superiore si dovranno pagare, se previste dal contratto, le penali al finanziatore (mai oltre l’1% della somma residua) senza però alcun interesse.

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