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Voluntary Disclosure: il Rientro dei Capitali Spiegato dall'Agenzia delle Entrate

martedì 29 settembre 2015 Aggiornato il:

Novità sulla voluntary disclosure - L'Agenzia delle Entrate ha chiarito in una circolare come aderire alla voluntary disclosure 2015, l'operazione che consente il rientro dei capitali dall'estero, in particolare dalla Svizzera paese di recente uscito dai paesi Black List, alla quale si potrà aderire fino al 30 settembre 2015 [aggiornamento 29 settembre: arrivata la proroga dal governo Renzi]. La legge che regolamenta la voluntary disclosure è stata varata a dicembre, ma attraverso la circolare emessa dall'Agenzia delle Entrate sono state chiarite le modalità di accesso e le regole della normativa che consente di sanare la propria posizione con il Fisco.
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO 28 agosto: il governo Renzi ha approvato di ddl per la regolamentazione degli accordi sulla fine del segreto bancario con Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Vaticano; ci sono anche alcune novità procedurali sulla voluntary disclosure per il rientro dei capitali nascosti in Svizzera e una sua possibile proroga: per tutti i dettagli leggete la guida Fine del Segreto Bancario e novità voluntary disclosure, comunque quanto scritto in questa guida rimane pienamente valido. 
AGGIORNAMENTO 29 settembre: il CdM del governo Renzi ha approvato la proroga della voluntary disclosure: domanda fino al 30 novembre 2015, integrazione della documentazione fino al 31 dicembre 2015 
Attraverso il rientro di capitali volontario si paga l'intera somma non versata al Fisco, ma con sanzioni ridotte. Nella circolare sono state chiarite le modalità di adesione alla voluntary disclosure per i residenti in Italia o nei cosiddetti paesi Black List, chi è escluso dall'operazione, come si presentano le domande per attivare il rientro dei capitali e le modalità per il pagamento a rate.

Alla voluntary disclosure possono accedere anche i capitali rimasti in Italia, ovvero si potrà sanare la propria posizione con il Fisco rispetto alle omissioni in dichiarazione dei redditi riguardo alle imposte sostitutive, sui redditi e addizionali nonché i mancati versamenti di Iva e Irap.

Il rientro dei capitali è concesso anche ai cittadini dei paesi Black List, ai residenti all'estero fittizi, ai contribuenti che possiedono attività all'estero ma non sono formalmente titolari ovvero hanno fatto ricorso a soggetti interposti, e ai Trust. Alla voluntary discosure possono aderire le persone fisiche, le società semplici, gli enti non commerciali e le associazioni equiparate che hanno la residenza fiscale in Italia. Per maggiori approfondimenti leggete la nostra guida, Voluntary Disclosure 2015: Cos'è e Come Funziona il Rientro di Capitali dall'Estero.

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Chi è escluso dal rientro di capitali? Sono esclusi dalla voluntary disclosure i contribuenti già indagati, quindi tutti i cittadini per i quali il Fisco ha attivato attività di verifica, ispezioni, accessi o altri procedimenti per violazioni delle norme tributarie in seguito ai quali il contribuente risulta imputato o indagato. Se i controlli riguardano un solo anno, si può utilizzare la voluntary disclosure per gli anni fiscali non sottoposti a controllo.

L'Agenzia delle Entrate chiarisce la voluntary disclosure in una circolare Come si presentano le domande per la voluntary disclosure? Per aderire alla procedura di rientro di capitali è necessario utilizzare i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, e una volta attivata si hanno a disposizione 30 giorni di tempo, fermo restando il termine ultimo del 30 settembre 2015, per produrre tutta la documentazione necessaria, alla quale va allegata una relazione nella quale vanno indicate le informazioni e i dati riguardanti le somme detenute illegalmente all'estero o non dichiarate.


Esistono altri metodi per consentire il rientro di capitali dall'estero? A tal proposito potete leggere il nostro approfondimento, Rientro Capitali all'Estero: Conviene la Voluntary Disclosure?

Chi aderisce alla voluntary disclosure può scegliere se pagare a rate le somme dovute al Fisco oppure versare il dovuto in un'unica soluzione. Nella circolare dell'Agenzia delle Entrate viene segnalato che non è possibile avvalersi della compensazione ovvero utilizzare i crediti nei confronti del Fisco per pagare i debiti dovuti allo stesso. Se il contribuente dovesse optare per il pagamento rateale e saltare il versamento di una sola rata, la voluntary disclosure si considererà nulla e nei confronti dei contribuente verranno avviate nuove procedure di contestazione e accertamento.

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