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Rientro Capitali all'Estero: Conviene la Voluntary Disclosure?

venerdì 24 luglio 2015 Aggiornato il:

La legge sulla Voluntary Disclosure, cioè il volontario rientro dei capitali tenuti in banche estere e nascosti al fisco italiano, è datata 4 dicembre 2014: era già pronta ad inizio anno ma è stata rinviata per coordinare il tutto con il nuovo reati di autoriciclaggio, per trovare soluzioni che favorissero il più alto rientro di capitali possibile grazie a depenalizzazioni di alcuni reati fiscali e penali ridotte, ma anche per i rallentamenti del Trattato Italia-Svizzera sul segreto bancario, lo scambio di informazioni fiscali e le tasse per i frontalieri, firmato il 23 febbraio 2015.
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO 28 agosto: il governo Renzi ha approvato di ddl per la regolamentazione degli accordi sulla fine del segreto bancario con Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco e Vaticano; ci sono anche alcune novità procedurali sulla voluntary disclosure per il rientro dei capitali nascosti in Svizzera e una sua possibile proroga: per tutti i dettagli leggete la guida Fine del Segreto Bancario e novità voluntary disclosure, comunque quanto scritto in questa guida rimane pienamente valido.
Il rientro di capitali all'estero con la Voluntary Disclosure è il solo modo che i contribuenti con patrimoni nascosti in paradisi fiscali possono usare per regolarizzare la loro posizione col fisco, anche perchè ormai sono sempre più gli accordi per scambi d'informazioni bancarie, finanziarie, fiscali tra i vari paesi europei e di altri continenti (dopo quello con la Svizzera, l'Italia firmerà il trattato con il Liechtenstein). D'altra parte la Voluntary Disclosure è il metodo più rapido per lo Stato di incassare qualcosa e far tornare nel proprio sistema le liquidità nascoste all'estero dai propri cittadini: il governo Renzi prevede un totale di 30-40 miliardi nascosti in paradisi fiscali che potrebbero rientrare, per un gettito fiscale fino a 7 miliardi di euro.

Da specificare che la Voluntary Disclosure non è un condono fiscale, una sanatoria, uno scudo fiscale che dir si voglia, perchè chi volesse far rientrare in Italia dei capitali detenuti all'estero non potrà farlo restando anonimo o tramite un intermediario; inoltre non è possibile far rientrare solo una parte di quanto portato in banche estere e nascosto al Fisco italiano, rispettando le norme previste: occorre far rientrare tutto altrimenti si è fuori regola.

Come accedere alla Voluntary Disclosure

Chi volesse far rientrare capitali nascosti all'estero tramite la procedura della Voluntary Disclosure tenga a mente quesi punti-chiave:
  • la finestra temporale per la domanda scade il 30 settembre 2015 [Aggiornamento agosto: si mormora di una possibile proroga al 31 marzo 2016, aggiorneremo in caso di novità --> Aggiornamento 29 settembre: il CdM del governo Renzi ha approvato la proroga della voluntary disclosure: domanda fino al 30 novembre 2015, integrazione della documentazione fino al 31 dicembre 2015]
  • i reati fiscali che si potranno sanare saranno quelli commessi fino al 30 settembre 2014
  • è lo stesso interessato che deve mandare comunicazione all'Agenzia delle Entrate con tutti gli investimenti, i conti correnti e deposito, le attività finanziarie detenute all'estero [per maggiori dettagli operativi, i rischi per dichiarazioni false e per scaricare il modulo ufficiale: Voluntary Disclosure: Come Funziona il Rientro di Capitali dall'Estero]

Sanzioni Voluntary Disclosure per rientro capitali all'estero

Con questa procedura si paga meno rispetto alle normali penali per violazione dell'obbligo di monitoraggio, ovvero l'1.5% di quanto esportato e non dichiarato se in uno Stato White List, il 4.5% di quanto esportato e non dichiarato se in uno Stato Black List (notare che per effetto dell'accordo Italia-Svizzera, il paese elvetico da Black diventa White List)

Conviene l'autodenuncia della Voluntary Disclosure e far così rientrare i propri capitali nascosti all'estero? 

Non è certo facile poter dare una risposta a tale domanda perchè ovviamente ogni caso è a sè e andrebbero effettuati precisi calcoli, tenuto sempre in considerazione che rispettare la legge è sempre la strada corretta. Ma in questi casi sono molte la variabili in gioco anche scegliendo la via dell'onestà (tardiva in questo caso...); proponiamo quindi le riflessioni di Paolo Battaglia,  Dottore commercialista e revisore contabile, firma del quotidiano giuridico on line LeggiOggi.it:

voluntary disclosure, rientro capitali all'estero

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