13 febbraio 2015

Fondi Pensione Integrativa Meglio del Tfr: Previdenza Complementare al Top

Per la pensione integrativa conviene accantonare il Tfr e metterlo in un fondo pensione: questo è quanto dimostrano i numeri riportati da un ottimo reportage de Il Sole 24 Ore sulla previdenza complementare. I rendimenti dei migliori fondi pensione in sei anni negli ultimi nove hanno battuto la rivalutazione del Tfr, un dato da tenere in considerazione ora che i lavoratori dipendenti hanno la possibilità di scegliere se incassarlo per tre anni nello stipendio mensile, scelta che conti alla mano non appare molto lungimirante: certo avere qualche spicciolo in più al mese per le spese quotidiane può far comodo, ma come spiegato nel focus Tfr in busta paga o in azienda, indicazioni per una scelta corretta tra tasse in più, detrazioni fiscali e prestazioni sociali in meno, pensione integrativa ridotta forse non conviene granchè. A detta degli analisti la scelta migliore è lasciare il Trattamento di Fine Rapporto in azienda optando però di investirlo almeno in parte in un fondo pensione invece di tenerlo lì integralmente per la liquidazione finale, nonostante l'aumentata tassazione sui fondi pensione (ricordate però che si possono portare in deduzione fiscale nella dichiarazione dei redditi fino a 5164.57€ all'anno di versamenti per la pensione complementare).
Leggi anche la guida Investire per la Pensione: Previdenza Complementare, Versare Contributi, Riscatto Laurea

Fondo pensione integrativa o rivalutazione Tfr?

La pensione integrativa è, secondo molti, una necessità per i lavoratori perchè come spesso ripetuto e confermato da più parti la sola pensione INPS non sarà sufficiente ad un tenore di vita adeguato da anziani, quando non si lavorerà più. I risparmi non sono infiniti e quindi conviene valutare di investirne una parte mentre ancora si lavora in un fondo pensione, magari proprio il Tfr invece di accumularlo per la liquidazione: tranne che nel 2007, 2008 e 2009 negli ultimi 9 anni i rendimenti dei fondi pensione sono stati migliori della rivalutazione del Tfr.

Importante però scegliere i migliori fondi pensione, quelli che possono offrire performance più elevate perchè gestiti sfruttando al meglio i momenti positivi e riducendo il più possibile le fasi negative dei mercati; questi i più redditizi del 2014 dai dati de Il Sole 24 Ore:
Un po' di numeri sui risultati dei fondi pensione 2014:
  • la media dei rendimenti degli aperti è 7.1%, di quelli di categoria 6.75%, ma si oscilla tra lo 0.81%(garantito Alifond) e +12.99% (comparto espansione FondoSanità)
  • hanno fatto meglio i bilanciati, prudenti, etici rispetto ai fondi più aggressivi
  • una certo merito va ai rendimenti dei Titoli di Stato che nel 2014 sono stati buoni e sono parte fondamentale dei portafogli dei fondi negoziali
  • il tasso di rivalutazione annua del Tfr accantonato è pari alla somma "75% del tasso di inflazione + 1.5%", dunque per il 2014 circa dell'1%
Certo bisogna sempre considerare che tasse si pagano sui fondi pensione e come saprete il governo Renzi ha aumentato l'aliquota dall'11.50% al 20% con la Legge di Stabilità 2015 (retroattivamente tra l'altro), ma come detto ad inizio articolo ci sono comunque deduzioni fiscali fino ad oltre 5000€ per i versamenti relativi alla previdenza complementare.
Leggi anche: Polizze Miste per Assicurazione Vita e Pensione Integrativa

Come scegliere il fondo per la pensione integrativa

Previdenza complementare: i fondi pensione battono la rivalutazione del TfrA chi decide d'investire parte dei risparmi o del Tfr in un fondo pensione gli analisti dicono che l'alternativa è tra fondi aperti e PIP, Piani Individuali Pensionistici (i dati de Il Sole 24 Ore indicano nel 2014 un +23.88% per il bilanciato obbligazionario di Ina Gruppo Generali e un +16,4% di Allianz Insieme).
Su questo fattore di scelta leggete la guida Fondo Pensione o un Piano Individuale Pensionistico per la Pensione Integrativa?

Da segnalare inoltre che sono intervenute modifiche normative che hanno ampliato il raggio d'azione per gli investimenti dei fondi pensione: il decreto 166 consente ora di puntare anche ai Titoli di Stato dei Paesi Emergenti, cosa che potrebbe togliere spazio nei portafogli ai fondi hedge e equity per migliori rendimenti.

Chi investe per la pensione integrativa deve comunque tenere sempre a mente che l'orizzonte temporale da considerare è per forza di cose di medio-lungo periodo; ad esempio considerando gli ultimi 14 anni, ovvero dal 2000 allo scorso anno, ci sono stati fondi pensione con rendimenti tra il 64% ed il 70% (Cometa, Fonchim, Fondenergia) a fronte di una rivalutazione del Tfr pari al 48%.

Infine va aggiunto che scegliendo un fondo pensione aziendale, di categoria o aperto su base collettiva, c'è anche la possibilità di richiedere il contributo aziendale per versamenti in più che non costano nulla al lavoratore.

Insomma, questi numeri e considerazioni sulla convenienza e redditività dei fondi per la pensione integrativa fanno davvero dire che conviene non chiedere il Tfr in busta paga (che come abbiamo detto rischia di far pagare più tasse, avere meno detrazioni fiscali e meno aiuti sociali, riduce la pensione integrativa a chi è iscritto ad un fondo pensione) ma di destinarlo appunto alla previdenza complementare. Ma come sempre in questi casi dobbiamo dirvi di valutare attentamente la vostra situazione individuale, eventualmente affidandovi a professionisti, sindacati, commercialisti.